La favola delle sorelline
scampate all’Angelo della morte
Un nuovo docufilm “Kinderblock”

Andra_e_Tatiana_Bucci

Andra e Tatiana_Bucci

 Avevano sette e cinque anni, Tatiana e Alessandra Bucci, quando nel 1944, essendo ebree, vennero deportate in un campo di concentramento. La famiglia Bucci risiedeva a Fiume, sperava di potere passare indenne all’ondata anti-ebraica ma venne denunciata da un collaborazionista italiano e il destino di queste due bambine fu segnato per sempre con un viaggio iniziato alla Risiera di San Sabba, dove restarono una settimana, in un celletta angusta per poi essere mandate ad Auschwitz, nel famigerato Kinderblock, l’inferno destinato ai bambini e agli esperimenti su di loro da parte del medico Mengele, l’Angelo della morte.

Andra e Tatiana non erano gemelle anche se si somigliavano tantissimo e forse questo particolare consentì loro di sopravvivere. Soprattutto per i gemelli omozigoti gli esperimenti selettivi erano terrificanti, gli venivano inoculati virus di ogni tipo per studiare come reagivano i loro corpi. «Ad Auschwitz – raccontano le sorelle Bucci che ancora oggi partecipano ai viaggi nei campi di concentramento per raccontare alle nuove generazioni cosa accadde nel cuore dell’Europa durante la Seconda Guerra Mondiale – eravamo convinte che essere ebrei volesse dire vivere tra disagi, freddo, baracche, fumo di una ciminiera.

Tatiana e Andra Bucci-20150120_094846-273x300

Tatiana e Andra Bucci

Nelle furtive visite serali la mamma ci ripeteva ossessivamente di ricordarci i nostri nomi, di non cedere a quel numero tatuato sul braccio. E’ stata la sua voglia di vivere e il suo amore a salvarci e a farci riabbracciare, molto dopo. La morte era dappertutto a Birkenau. La vita era la morte».

 

Le sorelle Bucci sono tra le poche sopravvissute. I bambini che riuscirono a uscire dal campo di sterminio, dopo la liberazione da parte dei soldati russi, nel gennaio del 1945, furono solo 50 a fronte dei 230 mila bambini assassinati all’interno di Auschwitz Birkenau. La “selezione” dei “medici” nazisti ucciderà anche il loro cuginetto Sergio De Simone.

La loro odissea nel 2017 è diventata un documentario di Ruggero Gabbai e Marcello Pezzetti che proprio quest’anno hanno realizzato un secondo docufilm intitolato Kinderblock che è stato prodotto dalla Fondazione Museo della Shoah e che verrà proiettato a Roma alla vigilia della Giornata della Memoria.

(Messaggero)

 

Condividi