La festa del Sacrificio senza sacrificio
Sesto, i 320 mila euro di debito
della Comunità islamica

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A Sesto San Giovanni, per la prima volta da quando esiste la Repubblica, la scorsa primavera è stata eletta un’amministrazione comunale non di sinistra. E nel giro di poche settimane il nuovo sindaco Roberto Di Stefano e la sua maggioranza hanno messo a nudo gli “altarini” della sinistra nella ex “Stalingrado d’Italia” alle porte di Milano: immobili di pregio di proprietà pubblica affittati per poche migliaia di euro l’anno ad associazioni di sinistra (come i partigiani), e buchi nel bilancio. Come il debito di 320mila euro che negli anni la comunità islamica sestese ha accumulato con il Comune e mai saldato.

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Roberto Di Stefano

La vicenda è venuta fuori perchè il neo-sindaco ha nelle scorse ore negato ai musulmani l’uso del PalaSesto per celebrare la Festa del Sacrificio, che dal 2010 si svolge nel palazzetto dello sport di proprietà del Comune. Il punto è che la richiesta per l’uso dello spazio andava fatta con almeno 60 giorni d’anticipo e gli islamici non hanno provveduto per tempo, salvo poi chiedere una deroga.

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Ma Di Stefano non è arretrato di un passo: “Non concediamo una deroga per l’utilizzo del Palasesto per la Festa del Sacrificio (detta anche dello Sgozzamento) richiesta dalla comunità islamica – si legge sulla sua pagina Facebook – le regole vanno rispettate da tutti! Inoltre il centro islamico di Sesto ha gravi inadempienze rispetto agli impegni assunti con il Comune, con mancati pagamenti di 320mila euro senza contare che, nonostante la mia richiesta scritta, non ho ancora ricevuto i bilanci del centro visti i dubbi sui finanziamenti. Di fronte a accordi non rispettati e documenti non consegnati sarebbe assurdo concedere una deroga o un trattamento di favore”.

“A Sesto non viene negato il diritto di culto a nessuno – ribadisce il coordinamento cittadino di Forza Italia – ma, a differenza del passato, è stato deciso, come sarebbe dovuto accadere anche in precedenza, di agire nella legalità”.

Franco Mirabelli

Franco Mirabelli

Naturalmente, la sinistra non ha perso un secondo per strumentalizzare la situazione e agitare le acque: “Quest’anno la nuova amministrazione sestese, che sulla discriminazione verso gli islamici ha fondato gran parte della propria campagna elettorale ha deciso di non concedere l’utilizzo dello spazio pubblico adducendo giustificazioni burocratiche evidentemente strumentali, pretendendo il rispetto di una convenzione futura e non rispettando quella in essere. Credo che, senza un intervento delle istituzioni che richiami il sindaco di Sesto ai propri doveri e per ristabilire la legalità e il rispetto dei diritti si rischi di alimentare un clima di conflitto oltre che consumare una ingiustizia” spara il senatore del Pd Franco Mirabelli. “Negare il palazzetto alla comunità islamica ci espone al rischio di tensioni in città che potrebbero minare la convivenza tra comunità”, rincarano Roberta Perego, e Marco Esposito, la capogruppo Pd e il segretario cittadino.

(Libero)

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