La firma del profeta

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Gli scavi dell’Ophel, ai piedi della parete meridionale del complesso del Monte del Tempio di Gerusalemme, potrebbero aver portato alla luce un sigillo del profeta Isaia, che fu consigliere di re Ezechia nel regno di Giuda dell’VIII secolo a.e.v., 2.700 anni fa.

Suzanne Singer, Gabriel Barkay; Hershel Shanks, Eilat Mazar.

Suzanne Singer, Gabriel Barkay; Hershel Shank e Eilat Mazar

La bulla ovale di 1 cm è stata scoperta da Eilat Mazar, dell’Università di Gerusalemme, secondo la quale tuttavia non è possibile effettuare una determinazione definitiva poiché manca l’estremità superiore mentre quella inferiore sinistra è danneggiata.

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In un articolo intitolato “È la firma del profeta Isaia?” pubblicato sull’ultimo numero di The Biblical Archaeology Review, Mazar spiega che il sigillo è diviso in tre righi. In quello centrale compare la scritta in ebraico “leyesha’yah”   cioè “appartenente a Isaia”, ipotizzando che l’ultima lettera fosse nell’estremità sinistra danneggiata.

Anche il rigo inferiore presenta una parola forse incompleta che, con una lettera in più nella parte danneggiata, significherebbe “profeta”.

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Eilat Mazar-

In alternativa, Mazar ammette l’ipotesi che il sigillo non appartenesse al profeta Isaia, ma a uno funzionario di re Ezechia di nome Isaia con il cognome nel terzo rigo. Tuttavia Mazar sottolinea la stretta relazione tra Isaia ed Ezechia descritta nella Bibbia e il fatto che il sigillo è stato trovata accanto a uno che porta il nome di Ezechia. “La scoperta presso l’Ophel di strutture e reperti reali risalenti all’epoca di re Ezechia – dice Mazar – offre la preziosa opportunità di ricostruire vividamente quel momento specifico nella storia di Gerusalemme.

I reperti ci portano a un incontro quasi personale con alcuni dei protagonisti della vita del quartiere reale di Ophel, tra cui re Ezechia e forse anche il profeta Isaia”

(The Times of Israel )

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