La Francia è fuori controllo

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di Gerardo Verolino –

“Mai prima d’ora un presidente della Repubblica francese era diventato impopolare così presto per poi tornare ad essere popolare.”(Paris Match). Ma che cosa è successo? Molto semplicemente Macron ha illustrato la sua nuova politica in materia di immigrazione: vitto e alloggio per coloro che hanno diritto a rimanere in Francia ed espulsione per chi è nel paese illegalmente

Gerardo Verolino

Gerardo Verolino

Se vi chiamate Monica Lewinsky e da giovane avete avuto una relazione col Presidente degli Stati Uniti, nonostante lui fosse già felicemente sposato, cosa che gli stava costando la poltrona e la reputazione e nonostante 15 anni dopo abbiate dichiarato a tutti i giornali del Mondo di non esserne pentita perché quell’uomo lo amavate e se, nel frattempo, qualche anno dopo dall’ultima dichiarazione e vent’anni dopo dalla relazione ci avete ripensato e avete asserito che, in fondo, il Presidente ha commesso un abuso nei vostri confronti, non vi preoccupate: sarete accolte, a braccia aperte, nel movimento delle super molestate di lusso: il Mee-Too.

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Se vi chiamate Asia Argento o Nicole Kidman o Alyssa Milano o Rose McGowan o Ashley Judd o Susan Fowler o Adama Iwu, Taylor Swift o Isabel Pascual e avete
accusato, tanti anni dopo il produttore Arvey Weinstein, oltre alla gloria per lo scandalo che avete sollevato dichiarando che il maschio etero bianco occidentale è un porco, fa schifo e vuole solo esercitare il suo potere sulle donne vittime secolari del predominio maschilista sappiate che per voi c’è anche pronta la copertina più importante del più importante magazine del mondo il “Time” che vi
immortalerà come le celebrità dell’anno.

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Tariq Ramadan

Questo se siete delle donne che accusano l’esecrando maschio bianco occidentale. Ma se vi chiamate Henda Ayary e raccontate di essere stata molestata e stuprata, insieme ad altre cinque donne, da Tariq Ramadan, il predicatore musulmano, nipote di uno dei fondatori dei “Fratelli Musulmani” e tanto idolatrato dalle intellighentie “liberal” o progressiste mondiali, non vi crederanno per niente e per voi ci saranno solo gli sputi, il disprezzo e il linciaggio.

Henda Ayary

Henda Ayary

“Mi hanno seguito con l’auto e tranciato le gomme” ha dichiarato la Ayari. “Mi riconoscono per strada e mi insultano, mi aggrediscono anche quando vado a fare la spesa. Ormai il mio volto è conosciuto, per me è un incubo” ha aggiunto.

Questo avviene non in Arabia Saudita dove le donne non hanno molti diritti ma nella civilissima Francia un Paese, che una volta era culla dell’Illuminismo, nel quale vivono 6 milioni di musulmani, esistono 750 zone franche dominate dall’islamismo, una quindicina di “no-go-zones” (“distretti infestati dal crimine che il ministro degli esteri francese aveva designato come zone di sicurezza prioritaria in cui la presenza musulmana è densissima e che sono ormai off-limits per donne e polizia” fonte: La Nuova Bussola Quotidiana) e che, qualche giorno fa ha visto verificarsi un episodio di cannibalismo avvenuto a Clichy-sous-Bois, tra cittadini capoverdiani ad uno dei quali sono stati mangiati il labbro e l’orecchio prima che questi riuscisse a divincolarsi e fuggire.

Quelle di Clicy-sous-Bois, ma anche a Montfermeil del dipartimento di Seine-Saint-Denis sono zone che sfuggono al controllo della polizia e dove nell’autunno del 2005, riferisce La Nuova Bussola Quotidiana, furono bruciate oltre 9000 automobili dai giovani islamici solo per rimarcare il territorio.

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La guerriglia di Calais

E che dire di Calais dove si sono viste, non molti giorni fa, spaventose scene di guerriglia urbana quando centinaia di africani e asiatici si sono affrontati armati di coltelli e spranghe di ferro.

“Le risse di massa-apprendiamo dal Gateston, un celebre istituto di politica internazionale, “consumate in almeno tre differenti zone di Calais sono scoppiate dopo che un migrante afghano di 37 anni aveva sparato dei colpi di pistola contro un gruppo di africani che non avevano il denaro per pagare i suoi servizi” cosicché subito “centinaia di eritrei, etiopi e sudanesi si sono riversati nelle strade di Calais aggredendo ogni afghano che riuscivano a trovare” e ci sono voluti “oltre un migliaio di poliziotti con manganelli e gas lacrimogeni per riportare l’ordine”. Questo avviene non nel Corno d’Africa, ma al centro dell’Europa, in Francia, nei primi mesi del nuovo anno, dove, secondo il Gatestone la crisi migratoria è ormai fuori controllo.

Il famigerato campo profughi di Calais, conosciuto come la Giungla , ora smantellato

Mentre Parigi sembra sottomettersi culturalmente all’islamismo (anche se, pragmaticamente, Macron sembra aver cambiato idea sulla politica d’accoglienza promettendo stringenti controlli alle frontiere) nell’ultimo decennio (in Francia esiste ancora la più importante comunità ebraica d’Europa) si sono verificati oltre quattromila attacchi violenti nei confronti degli ebrei e, nel 2016, cinquemila residenti sono scappati tornando in Israele.

Inoltre 60 mila ebrei-scrive “Il Foglio” hanno lasciato lIe-de-France verso il XVI e XVII arrondissement di Parigi.

François Pupponi

François Pupponi

L’ex sindaco della “Piccola Gerusalemme”, Francois Pupponi, dice che la zona “è sopraffatta da richieste di trasferimento perché le vittime dell’antisemitismo tendono a raggrupparsi”. All’avanzata di un islamismo violento corrisponde un’arretramento degli ebrei storicamente integrati nei territori francesi. Ha scritto Meotti che “nella Seine-Saint-Denise, il 40% degli abitanti è di fede islamica.

960x614_enfants-portant-kippa-illustrationRisultato? Le storiche comunità ebraiche come La Courneuve, Aubervilliers, Stains, Pierrefitte-sur-Sein, Trappers, Aulnay-sous-Bois, Le Blanc-Mesnil e Saint Denis si stanno de-ebraicizzando”.

E il nuovo anno non ha visto diminuire il fenomeno dell’antisemitismo se a Sarcelles, un sobborgo di Parigi, un’adolescente è stata aggredita, il 19 Gennaio, da un individuo all’uscita di scuola mentre un altro bambino che indossava la kippah è stato così riconosciuto e aggredito da due ragazzi, il 31 gennaio, sempre a Sarcelles.

Ariel Goldmann e Nicolas Sarkozy

Ariel Goldmann e Nicolas Sarkozy

Secondo Ariel Goldmann, presidente della Fondazione del giudaismo francese gli episodi sono da collegarsi al clima di paura creato dalla presenza della comunità islamica che sta prendendo il sopravvento. “A Sarcelles c’è un terreno fertile-ha dichiarato-di radicalizzati (all’Islam) pronti ad attaccare persone provenienti dalla comunità ebraica”.  Minimizzare il fenomeno dell’immigrazione incontrollata dai Paesi islamici può produrre questi effetti catasfrofici.

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