La ghigliottina di cartone

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di Niram Ferretti –

La criminalizzazione della famiglia Netanyahu da parte della sinistra e della stampa al suo traino produce inevitabili conseguenze, per il momento non gravi, ma chi lo sa? Così, il figlio ventiquattrenne del premier israeliano, Avner Netanyahu, che, diversamente dal fratello Yair non si occupa assolutamente di politica, ha dovuto chiedere un ordine restrittivo nei confronti di un estremista di sinistra, noto stalker, di nome Barak Cohen. Cohen, già sospeso dall’Associazione israeliana degli avvocati, nel 2017, avendo visto il figlio di Netanyahu in un ristorante insieme a degli amici, aveva insultato lui e la sua famiglia accusadoli di ladrocinio.

Sheldon Andelson

Sheldon Andelson

Lo stalker aveva già insultato, in un altra occasione, Sheldon Andelson, il magnate americano proprietario di “Israel Hayom” e da anni sostenitore di Netanyahu.

Avner Netanyahu ha ottenuto dal tribunale a cui si è rivolto, che il lunatico non possa avvicinarsi alla sua persona nel raggio di 200 metri. Mentre entrava in tribunale, all’esterno un gruppo di attivisti di estrema sinistra in appoggio a Cohen insultava lui e la sua famiglia.

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Barak Cohen

Tutto ciò è vecchio. La folla che chiede le teste dei reggenti presunti colpevoli di crimini contro il popolo, il moralizzatore che li accusa con il dito puntato, la ghigliottina di cartone portata in piazza in una manifestazione contro il capo del governo, un barbuto ex Primo Ministro che lo ha paragonato a Ceausescu…

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Avner Netanyahu

“Non si può regnare ed essere innocenti”. Questo assioma pronunciato per la prima volta da Saint Just nel 1792 è la giustificazione del regicidio, è l’esaltante tonico di chi si crede puro e irreprensibile, è un potente combustibile per l’odio sociale.

La “colpa” di Avner Netanyahu per i fanatici come Barak Cohen è quella di chiamarsi Netanyahu. Il furore fanatico dei bolscevichi non risparmiò neanche un membro della famiglia Romanov. Erano tutti colpevoli di portare il loro cognome.

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