La guerra del carciofo (alla giudia)

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di Gabriele Isman –

Il gran rabbinato d’Israele mette fuorilegge il carciofo per la possibile presenza di vermi, ma gli ebrei di Roma difendono la sua tradizione e a Milano invece il carciofo alla giudia viene ritirato dai menu dei locali kosher. La vicenda inizia tre mesi fa, quando una partita di carciofi spedita dall’Italia arriva in Israele e viene bloccata per la presenza di insetti. Da lì parte un’istruttoria che porta all’idea che il carciofo non sia kosher con l’ipotesi, rilanciata dal quotidiano Haaretz, di bloccarne l’importazione in Israele dove la versione alla giudia riscuote molto successo nei ristoranti.

Gabriele Isman

Gabriele Isman

Tra le varie regole dell’alimentazione ebraica attenzione particolare è riservata alla pulitura degli alimenti da vermi e insetti: « Il cuore del carciofo — ha spiegato ad Haaretz rabbi Yitzhak Arazi, capo della divisione importazione del Rabbinato centrale — è pieno di vermi e non c’è modo di pulirlo. Non può essere kosher. Non è la nostra politica, questa è la legge religiosa ebraica ». Di diverso avviso la comunità ebraica romana.

Il Rabbino Capo Riccardo Di Segni ed il Presidente della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello, a Portico d'Ottavia dove gli esercenti hanno abbassato le serrande dei negozi casher ed espongono un cartello "in memoria dell'attentato all'HyperCacher di Porte de Vincennes", Roma, 8 gennaio 2016. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Ruth Dureghello e Riccardo Di Segni

Per la festa di Pesach la presidente e il rabbino capo, Ruth Dureghello e Riccardo Di Segni, hanno inviato ai correligionari gli auguri per la pasqua ebraica con un video in cui si sfidavano nella pulitura del carciofo. « Nessun legame con la questione nata in Israele», spiegano fonti della comunità. «Roma non ha cambiato le sue regole su un piatto storico della propria tradizione perché i carciofi della nostra zona sono particolari, con la testa più stretta che rendono più difficile l’ingresso di vermi o insetti. In più se il carciofo è pulito correttamente e con attenzione, non c’è motivo per vietarne l’uso in cucina ».

E se a Roma la comunità non vuole parlare di guerra del carciofo, a Milano le indiscrezioni rimbalzate da Israele hanno già prodotto qualche effetto, come racconta Ilan Dabush: la sua famiglia è legata al marchio Ba’ghetto, con ristoranti da Roma e, da poco, nella città lombarda.

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« Nel nostro ultimo locale abbiamo tolto dal menu il carciofo alla giudia, i due rabbinati hanno regole diverse e noi abbiamo dovuto adeguarci». Nella cucina ebraica il tema delle contaminazioni tra insetti e alimenti è controverso: secondo le scuole più ortodosse, molti alimenti sono da bandire senza possibilità d’appello perché impossibili da pulire alla perfezione. «I carciofi romani sono particolari per la loro conformazione e noi sappiamo come trattarli, secondo la tradizione che è nostra da secoli», ripetono all’ombra del Portico d’Ottavia che sta per immergersi nei riti degli ultimi giorni di Pesach. Ma la parola guerra resta fuori dal ghetto.

  (Repubblica)

 

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