La guerra informatica
“Israele non sopravvivrà
 i prossimi 25 anni”

Il video che segna il conto alla rovescia della distruzione di Israele

Numerosi siti web israeliani sono stati presi di mira, da un attacco informatico avvenuto pochi giorni dopo che era stato attribuito a Israele un attacco informatico ai sistemi di gestione di un porto iraniano, a sua volta descritto come la reazione a un precedente tentativo iraniano di penetrare nel sistema che gestisce la risorse idriche israeliane.

Secondo la National Cyber Directorate israeliano, l’attacco potrebbe essere opera dell’Iran o di Hamas, autori di attacchi analoghi in occasione della Giornata di al-Quds (Gerusalemme). Secondo altri esperti, invece, gli hacker di lingua araba all’origine dell’attacco non si trovavano in Iran, ma in Turchia, Nord Africa e Gaza. Sui siti colpiti giovedì è comparso un video che mostra città israeliane bombardate e messaggi che annunciano la distruzione dello stato ebraico. Alla fine del video, la frase in ebraico: “Israele non sopravvivrà i prossimi 25 anni”.

La Check Point Software Technologies ha stimato in 300 il numero di siti interessati. Nonostante la cifra, gli esperti hanno detto che la portata dell’attacco è stata relativamente modesta perché sono stati tutti attaccati tramite un unico punto di accesso, concentrato su un solo server israeliano rivelatosi vulnerabile. Nessun danno è stato rilevato alle strutture informatiche statali ufficiali.

(Israelenet)

(Israelenet)

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