La “israelofobia”
E il disgustoso silenzio

artelli palestinesi contro l'amichevole Argentina-Israele

di Maurizio Borra*

E’ davvero sconcertante che si alzino così poche voci a condannare il ricatto e le minacce terroristiche rivolte dagli arabo-palestinesi e dai loro supporter in Italia e nel mondo alla squadra di calcio argentina per imporle di non giocare la partita amichevole in programma in Israele. E in tal senso sento di dover ringraziare il ministro degli Interni Salvini, una delle eccezioni al pavido silenzio generalizzato.

Maurizio Borra-

Maurizio Borra

Provo un vero disgusto per tutte quelle ‘anime belle’, opinionisti, politici, uomini di cultura e dello spettacolo sempre pronti a lanciare accuse e a sottoscrivere appelli contro l’unica vera democrazia in Medio Oriente, che oggi tacciono di fronte a questo sopruso, a questa sopraffazione perpetrata senza alcuno scrupolo dagli arabo-palestinesi.

C’è solo da vergognarsi a sostenere acriticamente chi procede a colpi di ricatti e propaganda, a chi usa, solo per odio e intolleranza, la popolazione civile come arma per la propria lotta senza quartiere e senza vie d’uscita.

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Pensiamo solo per un attimo se fosse Israele a minacciare giocatori e famigliari di una squadra di calcio estera per ottenere di non farla giocare in un paese amico. Succederebbe un cataclisma di appelli. Dall’Onu alla UE, dagli attori di Hollywood, agli intellettuali progressisti.

Tutti alzerebbero la loro voce di protesta. Senza se e senza ma. Succede invece che i perfidi ricattatori sono arabo-palestinesi, gli odiatori di professione di Israele e del suo popolo, i fautori di una guerra totale contro la democrazia ebraica fino alla sua cancellazione….e allora tutti zitti.

Sarebbe invece questo il momento per ricordare a certi ambienti filo-palestinesi, così attivi anche in Italia, nelle università italiane, che la distruzione di Israele è l’obiettivo ufficiale di Hamas, il gruppo terroristico radicale che detta legge a Gaza e riceve cospicui finanziamenti da Europa e da dittature fondamentaliste.

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E bisognerebbe anche svergognare questi ambienti filo-palestinesi, chiarendo loro che la cancellazione di Israele, a cui dobbiamo tanta parte delle scoperte scientifiche e tecnologiche più importanti al mondo, passa anche attraverso il boicottaggio, la disinformazione, la propaganda, le azioni di guerriglia..

E oggi dovremmo anche metterli nel banco degli imputati chiedendo loro come sia possibile tacere sulla nuova, subdola arma del ricatto nazionale utilizzata dagli arabo-palestinesi contro Israele.

Questa è a tutti gli effetti un’azione terroristica. Che potrebbe diventare un gravissimo precedente se non disinnescata da subito. Per questo la nazionale argentina dovrebbe giocare in Israele. Per far vedere che le vere democrazie non temono i ricattatori. E che per i terroristi e per chi diffonde solo odio non c’è alcuna possibilità di vittoria.

*presidente della federazione delle Associazioni Italia Israele

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Maurizio Borra

Maurizio Borra

Avvocato, presidente Italia-Israele