La Knesset approva la legge
per legalizzazione degli insediamenti
nei territo contesi

KNESSET

di Giordano Stabile –

La Knesset, il Parlamento israeliano, ha approvato ieri a tarda sera, con 60 voti favorevoli e 52 contrari, la legge per la legalizzazione degli insediamenti ebraici su terre private palestinesi. Il provvedimento, che ha spaccato in due il Paese, arriva dopo il drammatico sgombero dell’avamposto di Amona, mercoledì scorso, dove 42 famiglie hanno dovuto lasciare le loro case per l’applicazione di una sentenza della Corte suprema di Gerusalemme.

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Naftali Bennett

Il provvedimento, spinto dai partiti di destra della coalizione al governo, in particolare Focolare ebraico del ministro dell’educazione Naftali Bennett, punta a prevenire altri sgomberi del genere, ma va contro la comunità internazionale, a partire dall’Onu, che vede negli insediamenti un «ostacolo» al processo di pace con i palestinesi.

Il premier Benjamin Netanyahu ha comunque deciso di accelerare, ieri, al termine dell’incontro con il primo ministro Theresa May a Londra, dove fra l’altro ha discusso delle minacce missilistiche dell’Iran.

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Britain's Prime Minister Theresa May greets Prime Minister Benjamin Netanyahu of Israel at Downing Street in London, Monday, Feb. 6, 2017. (AP Photo/Kirsty Wigglesworth)

  Theresa May e Benjamin Netanyahu

In un primo momento, il premier sembrava deciso a rimandare il voto, ma fonti del suo partito hanno fatto sapere che la tempistica era legata al necessario coordinamento con gli Stati Uniti, anche in vista del vertice con Trump il 15 febbraio a Washington. Netanyahu, da Londra, ha specificato che gli Usa erano stati «avvertiti».

Avichai Mandelblit

Avichai Mandelblit

La legge si propone di «regolarizzare gli insediamenti in Giudea e Samaria (cioè la Cisgiordania) e consentire il loro continuo stabilirsi e sviluppo». Il provvedimento agisce in forma retroattiva, stabilisce un meccanismo di compensazione per i proprietari palestinesi dei terreni su cui sono stati costruiti insediamenti o case: potranno ricevere un pagamento annuale pari al 125 per cento del valore dei terreni per 20 anni o, in alternativa, altri terreni a loro scelta dove è possibile. Ma il Procuratore generale Avichai Mandelblit, assieme ad altri, ha messo in guardia sul rischio che l’approvazione della legge possa portare Israele davanti alla Corte Penale dell’Aja su iniziativa palestinese.

(La Stampa)

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