La Lamorgese in Sinagoga a Roma
“Da un linguaggio violento
possono venire azioni violente”

Da sinistra, la presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane, Noemi di Segni; il ministro dellInterno, Luciana Lamorgese; la presidente della Comunità Ebraica di Roma, Ruth Dureghello; il prefetto di Roma, Gerarda Pantalone e il rabbino capo della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Di Segni, durante un incontro presso la Sinagoga di Roma, 11 novembre 2019. ANSA/CLAUDIO PERI

La presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, Noemi di Segni; il ministro dellInterno, Luciana Lamorgese; la presidente della Comunità Ebraica di Roma, Ruth Dureghello; il prefetto di Roma, Gerarda Pantalone e il rabbino capo della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Di Segni

Il linguaggio urlato preoccupa perché da parole violente possono venire azioni violente”. Lo ha detto la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese alla Sinagoga di Roma nel corso della sua visita alla Comunità Ebraica.

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“Questo è il momento delle scelte e dell’equilibrio – ha aggiunto -. E’ il momento della responsabilità da parte di tutti, non dobbiamo sottovalutare il problema, non è accettabile che ci siano parole d’odio”. La ministra ha assicurato “da parte delle forze dell’ordine la massima attenzione, monitoriamo costantemente le situazioni di criticità” e sottolineato che verranno “intensificate le attività poste in essere” per arginare l’antisemitismo.

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La presidente delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi di Segni ha sottolineato: “Dobbiamo agire insieme” perchè “non è sufficiente agire e reagire solo con le forze di polizia, occorre ripensare l’impianto normativo e il codice penale: capire che cosa è l’apologia del fascismo, l’aggravante razziale, l’antisemitismo”.

(Ansa)

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