La leggenda del pianoforte della Pace

Foto di Sami al Ajrami Ansa

Foto di Sami al Ajrami Ansa

di Sami al-Ajrami –

 C’era la ressa delle grandi occasioni ieri nella sala della Mezzaluna Rossa di Gaza quando cantanti giunti dal Giappone ed una orchestra di giovani artisti locali si sono esibiti in una serata musicale che aveva per protagonista un elegante pianoforte a coda Yamaha, probabilmente unico nel suo genere in tutta la Striscia.


Quel pianoforte è un regalo giunto dal governo del Giappone 20 anni fa, un gesto di incoraggiamento quando ancora pareva che palestinesi ed israeliani fossero ormai destinati a percorrere fino in fondo la strada della riconciliazione. Allora era sistemato nel teatro al-Nawras, una località di relax nel nord della Striscia di Gaza. Per alcuni anni fu utilizzato per serate musicali, ma presto il suo destino sarebbe cambiato in seguito a sviluppi politici interni. Nel 2007 Hamas infatti assunse il potere nella Striscia, espellendo i rappresentanti dell’Autorità nazionale palestinese. I locali di evasione mutarono i programmi e parte delle attività culturali cessarono.

Foto di Sami al Ajrami Ansa

Il successivo blocco della Striscia imposto da Israele provocò gravi difficoltà economiche e al-Nawras fu costretto a ridurre le attività. Ormai non c’era più chi suonasse il pianoforte giapponese, che fu dunque messo da parte. Nel dicembre 2008, nel corso di un conflitto fra Hamas ed Israele (la ‘Operazione Piombo Fuso’), l’edificio dove era custodito fu colpito ed il prezioso strumento fu parzialmente danneggiato.

Solo esperti di prim’ordine avrebbero potuto restaurarlo. Su iniziativa di una agenzia giapponese di cooperazione adesso ciò è effettivamente avvenuto e il pianoforte ha fatto la sua ricomparsa sulle scene di Gaza.

Era accompagnato da artisti giunti dal Giappone – che hanno eseguito la canzone nazionale ‘Sakura Sakura’ – e dai membri del Conservatorio Edward Said, una scuola di musica con quasi 200 allievi. Ora il pianoforte passerà in consegna al Conservatorio. ”La sua musica – ha detto uno degli organizzatori della manifestazione – è per noi un messaggio di speranza”.

(Ansamed)

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