La liberazione non è domani
La liberazione è oggi

kippah

di Grazia Piscopo –

Ho letto l’articolo del Corriere della Sera di un intervista a Felix Klein a firma di Paolo Salom e in seguito commentato da Rav Alfonso Arbib capo della Comunità ebraica di Milano. Mi sono sentita spinta essendo io stessa coinvolta emotivamente e non solo come Presidente dell’Associazione Culturale “Horah” di Lecce che aderisce alla Federazione delle Associazioni Italia-Israele, a fare delle dovute considerazioni.

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Grazia Piscopo

Ora più che mai dobbiamo studiare la storia. Quella vera però. Quella spogliata dalla politica partitica faziosa mai pulita, mai sincera. Non solo dobbiamo studiarla noi la storia, noi adulti intendo, ma dobbiamo tramandarla e insegnarla alle affamate giovani menti possibili prede di sempre rinnovati pregiudizi razziali.

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Da donna libera e non ebrea, in uno pseudo-libero occidente possibilmente democratico, assisto tragicamente quasi ogni giorno ad un tasso di antisemita in crescendo e non più tanto criptico. Un secolo fa lo storico J. Juster è approdato ad un dato oggettivo assurdo quanto reale: il reato di giudaismo è nato alle radici della storia, all’alba del cristianesimo. Siamo alle solite, ancora una volta, dopo il solenne “ Non lo Faccio più, siamo stati trascinati da un pazzo”, della Germania e dei paesi coinvolti nei ricorrenti progrom, gli ebrei si devono guardare le spalle e avere ancora una volta paura ad esibire, come un normale cittadino del mondo, liberamente la propria identità.

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Dalla storiella, nel primissimo medioevo, dell’omicidio rituale, secondo cui il pane azimo della Pesach veniva impastato con il sangue di giovani cristiani, siamo approdati al complotto di psicopatici e ricchissimi ebrei che vorrebbero manovrare e sovvertire l’intero ordine politico-economico di tutto il pianeta con l’obiettivo finale dell’impoverimento delle masse. Da Costantino in poi però purtroppo il reato di giudaismo ha assunto la veste di normalità ambientale.

Haim Cipriani

Haim Cipriani

Cambiano gli attori protagonisti, cioè gli insufflatori dell’antigiudaismo, dalla chiesa malata di protagonismo alle moderne ricche mani del terrore islamico. Cambiano gli attori ma le calunnie e la maldicenza strumentale portano sempre al solito buio della Storia e dell’Anima: la Paura e il Pregiudizio.

Il mio Maestro Rav Haim Cipriani, riconoscendo i sintomi di una vecchia malattia europea che ha mietuto nei secoli milioni di ebrei inermi, online svela la vera chiave di volta per combattere l’ignoranza: la diffusione della cultura ebraica e la vera informazione.

Felix Klein

Felix Klein

Detto questo, il suggerimento di Klein di non indossare in pubblico la kippah è solo un altro atto di umiliazione razziale. La kippah è un accessorio identificativo del Popolo del Libro che guarda con umiltà, dal basso, la sua posizione verso Dio.

Inoltre è un normale accessorio della propria identità culturale come un normale copricapo, come un qualsiasi accessorio di costume di qualsiasi altro popolo, libero di vestirsi come vuole e non costretto a nascondersi. Il vero Male non è la stupida criminalizzazione ad una kippah ma la arrendevole abitudine europea a sottovalutare strumentalmente, per una sua propria tranquillità, le profonde radici antigiudaiche purtroppo mai distrutte.

Infine dissento da chi afferma che il modo migliore per combattere l’antisemitismo è continuare a vivere da ebrei. La maniera migliore è denunciare, denunciare e sempre denunciare con la penna, la voce e con ogni comportamento le crudeltà gratuite e l’odio verso gli ebrei. Informare sempre. Educare le giovai menti in età scolare. Mai tacere. Mai abitudine. La liberazione non è più domani. È oggi.

*presidente dell’Associazione Italia-Israele di Lecce Horah

 

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