La linea rossa segnata col fuoco

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 di Yoav Limor –

È molto probabile che il raid sia stato accuratamente programmato per essere effettuato prima che la base venisse presidiata, allo scopo di ridurre al minimo il numero potenziale di vittime e prevenire uno scontro diretto Israele-Iran.

Yoav Limor

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Una mossa senz’altro intelligente, a breve termine: l’Iran non ha mai ammesso che sta costruendo una base in Siria e continuare a sostenere tale negazione gli permette di affermare che il sito bombardato era una base utilizzata dalla 90esima Divisione dell’esercito siriano, che l’incidente è tra Siria e Israele e che l’Iran non vi ha nulla a che fare. Ma l’Iran dovrà prendere alcune decisioni a lungo termine.

Una di queste sarà se ricostruire la base di al-Kiswah o scegliere un altro luogo, forse da qualche parte nel nord della Siria dove Israele avrebbe più difficoltà a colpire. In senso più ampio, l’Iran dovrà decidere come portare avanti i suoi piani per la costruzione di basi aeree e navali in Siria senza rischiare che vengano distrutte e come instaurare un equilibrio di deterrenza con Israele.

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L’attacco alla base di al-Kiswah

Questi dilemmi non si limitano all’Iran. Il raid di venerdì notte ha inviato un chiaro messaggio a tutti coloro che sono coinvolti nei colloqui per il cessate il fuoco in Siria.

Israele ha chiesto che qualsiasi accordo preveda una zona cuscinetto smilitarizzata di 40 chilometri lungo il suo confine, ma le parti hanno finito per accettare solo una zona cuscinetto di 5 chilometri. Ora la Russia dovrà decidere se le azioni di Israele lungo il confine sono o non sono in linea con i suoi interessi. Le decisioni prese da Iran e Russia giocheranno un ruolo importante su come Israele modellerà la sua strategia.

(Israel HaYom, Israelenet)

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