La costante
manipolazione
della verità

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Quando da parte della stampa internazionale, al difuori da Israele, si sente parlare di attacchi terroristici come “intifada”, “lanci di pietre”, attacchi a “coloni ebrei”, magari pure “ultraortodossi”, ci si immagina quattro poveri ragazzini arabi che lanciano sassi contro “feroci individui”, “razzisti”, “guerrafondai” ed “usurpatori”.

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Ebbene, quest’immagine del piccolo “Davide” arabo contro il ferocissimo “Golia” ebreo, voluta e costruita a tavolino e riportata da gran parte della stampa internazionale, non può essere più falsa ed ipocrita. Di fatto non sono solo i sassi (che poi proprio “sassi” non sono, ma pietre del peso di vari chili tirate contro auto in movimento e che hanno quindi effetti devastanti) che vengono lanciati contro gente inerme o contro chi tenta di difenderla, ma anche coltelli (non temperini come vogliono farci credere), asce, auto, camion, proiettili, bombe umane e non ed ogni altra cosa idonea non tanto a ferire quanto piuttosto a cercare la strage.

epa04960399 Palestinian protesters burn the Israeli flag during clashes with Israeli Border Police following the killing of an Israeli couple, in the West Bank city of Hebron, 02 October 2015. An Israeli couple was killed 01 October in front of their four children in an attack on the West Bank allegedly carried out by a Palestinian. The Islamic Hamas movement hailed the attack, which took place near the northern West Bank city of Nablus, as a 'natural response to Israeli crimes.' EPA/ABED AL HASHLAMOUN

E chi sono gli obiettivi, le vittime di tali attacchi? Chi sono i “feroci coloni ultraortodossi”? Ebbene l’obiettivo degli attacchi, oltre alle Forze di Difesa (ovvero chi, a rischio della propria, quotidianamente difende la vita di ogni persona in Israele di qualsiasi religione, nazione o cultura sia), è la popolazione civile, quella che attende alla fermata dell’autobus, che è seduta tranquillamente al tavolo di un caffè, che sta viaggiando nella propria auto, che riposa tranquilla in casa propria o sta pregando in un Tempio.

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Sì, gente qualsiasi e pacifica: la vecchietta alla fermata maciullata insieme ad altri da un automezzo lanciato su di loro, lo studente al caffè dilaniato con gli altri da una bomba, la bambina con la testa fracassata da un macigno lanciato contro l’auto su cui viaggiava, il neonato sgozzato con tutta la famiglia dentro la propria casa e così via, ma queste immagini non ci vengono mai presentate dalla stampa internazionale, perché le vittime, vengono comunque dipinte come colpevoli di qualche colpa prima di essere vittime e così sono sempre “coloni”, “ultraortodossi” o comunque “usurpatori”; “se lo sono meritato” viene fatto intendere, anche se non detto esplicitamente; ci vien da pensare che tutto ciò derivi da quell’antisemitismo atavico che deriva dal vecchio antigiudaismo e che oggi si trasforma in antisionismo.

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Riccardo Cristiano

Vogliamo parlare di numeri? Avremo qui la sorpresa più grande rapportandoci alla realtà dei fatti: negli ultimi quattro mesi in Israele (escludendo i numerosi attacchi missilistici provenienti da Gaza) ci sono stati 1620 attacchi terroristici da parte di “palestinesi”; è sorprendente? Certamente lo è, perché i media non ne hanno riportato che un’infinitesima parte.

Perché tale comportamento, dunque, da parte di molti media internazionali? Un motivo probabile è che gli inviati siano sotto una sorta di ricatto da parte delle cosiddette “autorità palestinesi” (“se vuoi lavorare qui devi scrivere ciò che ti diciamo noi”), ciò è confermato anche da uno degli esempi più emblematici che è stato quello dell’inviato Rai Riccardo Cristiano, nel 2000.

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Ci sono naturalmente anche altre ragioni di sudditanza dei media verso governi, Ong e addirittura organizzazioni dell’Onu, che non sono certo “amici” di Israele. Ovviamente anche mostrare il piccolo, quasi indifeso “Davide arabo” che si ribella alle “angherie” del forte e potente “Golia ebreo”, il piccolo “palestinese” che “lotta eroicamente per la propria indipendenza”, induce il lettore ignaro a parteggiare ingenuamente per il primo. Una narrazione manipolata, una situazione di informazione totalmente travisata che non aiuta capire che la realtà è ben diversa.

 

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