Già quattro morti a Gaza

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 di Lucio Di Marzo –

Ci sono già tre morti ( secondo il JerusalemPost 4) e almeno 54 feriti al confine tra Israele e la Striscia di Gaza, dove da questa mattina si sono radunati per protestare migliaia di palestinesi e dove l’esercito ha aperto il fuoco contro i manifestanti, dopo avere dichiarato l’area “zona militare inaccessibile”. Un uomo è rimasto ucciso da un colpo d’artiglieria ore prima della manifestazione in corso, a est di Khan Younis, mentre le autorità di Gaza aggiungono che un secondo uomo, identificato come Muhammed Najar, ha perso la vita a est della città di Jabalia.

La folla ha iniziato a confluire verso la barriera che divide Israele dalla Striscia all’alba, in risposta all’appello lanciato dagli islamisti di Hamas, che chiedevano di scendere in strada per la Grande Marcia del Ritorno, per commemorare nel Giorno della Terra l’anniversario dell’esproprio delle terre palestinesi avvenuto nel 1948. Sei i punti di raccolta, dove sono state allestite anche delle tende, in vista di proteste che potrebbero durare fino a sei settimane.

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Dalla mattina si sono sviluppati pesanti scontri, con lanci di sassi verso i militari e copertoni dati alle fiamme, a cui l’esercito ha risposto con mezzi di dispersione. Il ministro della Difesa di Tel Aviv, Avigdor Lieberman, aveva già detto che chiunque si fosse avvicinato al muroavrebbe messo a repentaglio la propria vita.

Il 30 marzo del 1976 sei persone morirono nelle manifestazioni contro l’occupazione delle terre della Galilea. La manifestazione iniziata oggi dovrebbe culminare con il 15 maggio, il giorno della Nabqa, la catastrofe palestinese, che si celebra all’indomani dell’anniversario della nascita di Israele.

(Giornale)

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