La Memoria è un anticorpo
per gli errori del passato

 

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di Maurizio Molinari –

La memoria è una sfida per l’intelletto ma può rafforzare uomini, famiglie, comunità e nazioni sviluppando gli anticorpi necessari per imparare dalle esperienze del passato. Si tratta di una sfida per l’intelletto perché ci mette a dura prova: obbliga a guardarci dentro, esaminare scelte ed errori, rileggere percorsi e passi falsi.

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Ma per chi trova, dentro di sé, la capacità di riuscirci schiude praterie sconfinate ovvero assegna la capacità di affrontare ogni sfida. Dunque, siamo tanto più forti e capaci quanto abbiamo la capacità di ricordare. E vale anche per le nazioni perché quelle che scelgono di non ricordare hanno difficoltà nel progredire.

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Dagli Stati Uniti che celebrano in ogni scuola i Padri Fondatori all’Australia orgogliosa del riscatto dei coloni ex carcerati, dalla Russia che sfila ogni anno per rendere omaggio alle vittime della guerra antinazista ai musei italiani custodi dei gioielli del Risorgimento riappropriarsi costantemente del passato è il momento che consente di guardare in avanti.

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Chi invece sceglie di dimenticare il passato segue il cammino opposto: offendere le battaglie delle suffragette per i diritti delle donne, esaltare la schiavitù del prossimo, rubare le pietre di inciampo che ricordano le vittime dei nazifascisti e depennare dai libri le atrocità sovietiche significa renderci più vulnerabili agli errori del passato.

Il vero interrogativo è come preservare la memoria di generazione in generazione e la risposta più convincente resta quella che diede Elie Wiesel: studiare, studiare e studiare. E spetta ad ogni genitore trasmettere ad ogni figlio questo valore.

(Risposta a un lettore/ Stampa )

 

 

 

 

 

 

 

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Maurizio Molinari

Maurizio Molinari

Giornalista