La Napoli che non odia

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di Giuseppe Crimaldi –
Ha ragione l’ambasciatore d’Israele quando afferma che l’antisemitismo torna a serpeggiare pericolosamente, spesso mal camuffato sotto le nuove spoglie dell’antisionismo. Ed è per questo importante mettere in chiaro che l’opposizione all’esistenza di uno stato ebraico indipendente è anche antisemitismo.

Noi la pensiamo allo stesso modo, e per questo abbiamo offerto – come Federazione delle Associazioni Italia-Israele – il nostro contributo alla manifestazione celebrata in piazza Bovio, a Napoli, per l’inaugurazione delle pietre d’inciampo. In quella piazza si sono radunate spontaneamente circa mille persone. Un successo inatteso, almeno per il numero dei partecipanti.

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In qualità di presidente nazionale della Federazione – qualche giorno fa – avevo lanciato un appello alla cittadinanza: venite, intervenite, e stateci accanto per dimostrare che Napoli è veramente città di pace, che sa coltivare la memoria e che – soprattutto – non accetta il doppiogiocismo di qualche esponente della maggioranza che amministra il Comune di Napoli, che fa ancora distinzione tra antisemitismo e antisionismo.

A far sentire il proprio calore e l’abbraccio alla Comunità Ebraica della mia città, c’erano soprattutto tanti giovani. E c’era quella società civile che ha saputo raccogliere il nostro appello, con gli Ordini professionali, le associazioni civiche e culturali, i sindacati, l’Anpi e molti altri ancora. Grazie, Napoli.

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Giuseppe Crimaldi

Giuseppe Crimaldi

Giuseppe Crimaldi, giornalista