La Polonia fa marcia indietro
sulla legge per l’Olocausto

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Alla fine è arrivata una retromarcia sulla controversa e discussa legge polacca sull’Olocausto. Il parlamento di Varsavia ha riformato la legge cancellando la norma che prevedeva fino a tre anni di carcere per chi attribuiva “la responsabilità o la co-responsabilità allo stato polacco per i crimini commessi dal Terzo Reich tedesco”.


Dopo il voto della Camera bassa, i riferimenti ai ‘campi di concentramento’ polacchi sono punibili con sanzioni pecuniarie ma non più con la detenzione.
La riforma della legge approvata nel gennaio scorso, duramente criticata dalla comunità internazionale e in particolare da Israele, è stata presentata a sorpresa su iniziativa del premier Mateusz Morawiecki.

Mateusz Morawiecki

Mateusz Morawiecki

“Questa legge – ha detto il premier polacco – era e rimane una battaglia per la verità durante la Seconda guerra mondiale e dopo il conflitto. Stiamo lasciando la penalizzazione criminale che potrebbe distrarre l’attenzione dall’obiettivo, perché va ricordato che questo obiettivo era ed è di difendere il buon nome della Polonia e della verità storica. Abbiamo riaffermato un principio, ma il senso della modifica consiste nel venire incontro alla realtà internazionale”.
La modifica deve ottenere il via libera del Senato, dove il partito al governo ha la maggioranza.

imagesLa reazione di Israele “Uno sviluppo positivo nella giusta direzione”. Così Yad Vashem, il Memoriale della Shoah di Gerusalemme, ha definito la modifica da parte del parlamento polacco della legge che sull’Olocausto. “Crediamo che la maniera corretta di combattere le errate ricostruzioni storiche sia quella di rinforzare un’aperta, libera ricerca e le attività educative. Educatori e ricercatori non devono essere impediti nel cercare di districarsi nella complessa verità delle relazioni polacco-ebraiche prima, durante e dopo la Shoah”.

(globalist)

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