La “ribat” di Fatah
“La Palestina comprende
tutto lo Stato di Israele”

Captura-de-Pantalla-2019-12-10-a-las-08.10.11-1024x650Due esponenti di Fatah, il movimento che fa capo ad Abu Mazen, hanno recentemente ribadito la posizione intransigente dell’Autorità Palestinese e di Fatah secondo cui la “Palestina” comprende tutto lo stato di Israele, oltre alle aree dell’Autorità Palestinese e di Gaza, e gli ebrei israeliani non sono altro che “invasori” provvisori: una posizione che non lascia nessuno spazio per la soluzione a “due stati” che pure Autorità Palestinese e Fatah affermano di sostenere quando parlano a uditori stranieri, in particolare occidentali.

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Murad Shtewi, portavoce per i mass-media e “coordinatore della resistenza popolare” della sezione di Fatah nel distretto di Qalqilya, ha affermato a chiare lettere che i palestinesi considerano l’intera area dal fiume Giordano al mar Mediterraneo come “Palestina” e che non intendono rinunciarvi. Ha anche esortato i palestinesi ad attuare una “rivoluzione popolare” contro Israele: “il popolo palestinese non cederà un solo granello della terra della Palestina storica dal mar Mediterraneo al fiume Giordano, nonostante i tentativi dell’amministrazione americana di permettere a Israele, stato d’occupazione di espandere l’insediamento e legittimarlo, e ha chiesto che il nostro popolo attui dappertutto una rivoluzione popolare contro l’occupazione”.

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La ong Palestinian Media Watch ha più volte documentato che l’Autorità Palestinese e Fatah sostengono la “liberazione” della “Palestina” dal “fiume al mare” e insegnano ai palestinesi fin da bambini che “la Palestina tornerà” nelle loro mani e che questo è e resta l’obiettivo finale. Quindi nessuna sorpresa se ad una recente manifestazione un gruppo di boy scout palestinesi aveva “cartelli che sottolineavano il diritto del popolo palestinese di governare dal suo mare (Mediterraneo) al suo fiume (Giordano)”.

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Analogamente a Murad Shtewi , il capo della sezione di Fatah a Jenin, Ata Abu Rmeileh, ha espresso l’idea che tutto Israele diventerà “Palestina” affermando che gli israeliani “se ne andranno” così come se ne sono andati i precedenti “invasori”.

Abu Rmeileh ha fatto intendere che i palestinesi faranno ricorso alla violenza per far sì che questo accada, affermando: “Il nostro Dio ci ha onorato e ci ha messi in questa terra per contrastare gli invasori e gli oppressori. I tatari, i mongoli, i crociati e gli inglesi se ne sono andati, e   se ne andranno, anche gli israeliani. Stiamo compiendo la ribat (conflitto religioso per la terra dichiarata islamica ndr) in questa terra. Noi del movimento Fatah siamo oggi all’inizio di uno scontro durevole e non ci accontenteremo di un raduno o di una sfilata”.

(Israeleneti, Facebooh Fatah)

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