La rivincita degli agricoltori

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di Antonio D’Anna –

Autosufficienza alimentare e in particolare nel campo di frutta, verdura, latte, uova pollame: Israele si risveglia sotto l’emergenza Covid-19 e per giunta nel periodo della Pasqua ebraica (8 aprile, quest’anno) con qualche domanda sulla possibilità di trovare riforniti i supermercati. Tutto a posto: il ministro per l’Agricoltura Tzachi Hanegbi ha tenuto una riunione di emergenza a metà marzo con i rappresentanti di categoria e le autorità politiche regionali per discutere dei rifornimenti.

Antonio D'Anna

Antonio D’Anna

I segnali sono stati incoraggianti: tra l’8 aprile e il giorno dell’Indipendenza israeliana, weekend 28-29 aprile, non ci sarà alcun problema con le scorte. Tuttavia, ha osservato il capo del Consiglio regionale (l’equivalente delle regioni italiane, più o meno) di Merhavim,

Tzachi Hanegbi

Tzachi Hanegbi

Shay Hajatj, ha sottolineato su Times of Israel : «Per garantire cibo fresco a sufficienza in Israele, dobbiamo affidarci più al prodotto locale che alle importazioni e bisogna aumentare le quote per l’agricoltura nazionale».

E ancora: «Gli agricoltori possono aumentare la produzione nazionale e ridurre la dipendenza dall’import. Insieme, costruiremo una politica agricola che permette di garantire la sicurezza alimentare nei rifornimenti di cibo fresco in Israele da ora in avanti». Il tema è particolarmente sentito.

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Il 22 marzo Israel Today ha sottolineato l’orgoglio degli agricoltori israeliani: «Se i prodotti della terra non mancano è merito nostro, non del governo che per decenni si è dimenticato di noi», ha dichiarato un agricoltore. E non è facile fare agricoltura in Israele di questi tempi: 4 mila agricoltori pagano lo scotto di un aumento annuale del prezzo dell’acqua, senz’alcun supporto da parte del Governo. Ecco perché spesso i grossisti preferiscono importare dall’estero, perché costa molto meno: un bel grattacapo che sta lentamente erodendo l’agricoltura nazionale.

Agritech-Tour-Light3Inoltre l’hi-tech ha ristretto ulteriormente il ruolo dei contadini nel Paese. Il dibattito su questo tema stava andando avanti da un po’: va bene essere all’avanguardia nelle nuove tecnologie, ma così dovrebbe essere anche per l’agricoltura e verrebbe da dire, come Dio comanda: il Deuteronomio 8:8 descrive Israele come «Paese di frumento, orzo, vigne, fichi e melagrani; paese d’ulivi da olio e di miele». Per il periodo pasquale si prevede un incremento del 10% nelle vendite dei supermercati. Quest’anno, particolarmente sentito. E con un governo uscente e un altro che ancora non c’è, i problemi degli agricoltori israeliani per adesso restano in stand-by.

 

(Italia Oggi)

 

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