La rivincita della Storia
Gli ebrei tornano in Germania

 

La celebrazione della festa di Channukah a Berlino

La celebrazione della festa di Channukah a Berlino

di Luigi Ippolito –

A volte anche le peggiori tragedie della storia conoscono un finale che vira verso l’ironia. Durante gli anni del nazismo migliaia di ebrei fuggirono dalla Germania per trovare riparo in Gran Bretagna: oggi i discendenti di quei profughi muovono a frotte verso i consolati di Berlino alla ricerca di un passaporto tedesco. In fuga, evidentemente, dalla Brexit.

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Luigi Ippolito

Le cifre sono quasi sconcertanti: nel 2015, soltanto 43 nipoti e pronipoti dei fuggiaschi ebrei avevano fatto richiesta per diventare cittadini della Germania; nel 2016, l’anno del referendum sull’uscita di Londra dalla Ue, erano già diventati 684, concentrati per lo più dopo la data del voto; e l’anno scorso le domande sono schizzate a 1.667. Si tratta innanzitutto di procacciarsi una polizza di assicurazione: con l’incertezza che circonda tuttora i termini finali della Brexit, mettere in tasca un passaporto europeo significa garantirsi la possibilità, per il futuro, di poter continuare a viaggiare e lavorare indisturbati nell’Unione.

 imagesNon è un caso che tantissimi inglesi, negli ultimi tempi, si siano improvvisamente ricordati di avere una nonna irlandese e siano corsi a procurarsi un passaporto di Dublino.

Ma nel caso dei discendenti degli ebrei la scelta ha un sapore diverso: si tratta, come ha detto al Financial Times il capo di una associazione di rifugiati ebraici, di reclamare qualcosa che apparteneva a loro o a i loro genitori, una parte della loro identità.E che era stata strappata con violenza: nel 1941 il regime nazista spogliò della cittadinanza tedesca tutti gli ebrei che avevano lasciato la Germania.

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Oggi, in riparazione, la stessa Costituzione della Repubblica Federale garantisce ai discendenti dei profughi la cittadinanza automatica, senza dover dimostrare la residenza o superare test di lingua.

Evidentemente, per gli ebrei è più facile ormai riconciliarsi con la pacifica Germania del XXI secolo che con la Gran Bretagna persa nella deriva della Brexit.

(Corriere della Sera)

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