Hazel, la scolaretta
che aiutò a vincere
la guerra contro Hitler

Hazel Hill

di Luigi Ippolito –

Aveva solo 13 anni, Hazel, ma era già un prodigio della matematica: e con i suoi calcoli, negli anni 30, aiutò a costruire quegli aerei che furono decisivi nella battaglia d’Inghilterra e nella sconfitta del nazismo. La sua storia viene raccontata in un documentario della Bbc intitolato «The Schoolgirl Who Helped To Win A War» (La scolaretta che aiutò a vincere la guerra): un tributo postumo, perché Hazel è morta dieci anni fa all’età di 90 anni, ma non per questo meno significativo.

Luigi Ippolito

«È meraviglioso che la storia di Hazel venga alla luce – ha detto il capitano James Beldon, direttore degli studi di difesa della Raf, l’aviazione militare britannica -. Che grande ispirazione per i giovani di oggi, e per le ragazze in particolare, che possono guardare a qualcuno come Hazel che rese un così importante contributo al nostro successo nella Battaglia d’Inghilterra, vitale per la sopravvivenza di questa nazione».

Nei primi mesi del 1934 Hazel, assieme a suo padre, il capitano Fred Hill, trascorse giorni e notti china su grafici e calcoli: intendevano dimostrare che la nuova generazione di aerei che venivano costruiti doveva essere equipaggiata non con quattro, ma con otto mitragliatrici. Un’idea allora considerata impossibile, perché la sua realizzazione ne avrebbe rallentato la velocità e la capacità di manovra.

Occorreva provare che la cosa era fattibile: e il capitano Hill chiese allora aiuto alla figlia 13enne Hazel, che aveva già dimostrato un notevole talento per la matematica. Assieme, armati di rudimentali calcolatrici, produssero uno studio che il padre presentò agli alti ufficiali. Le prime reazioni furono scettiche: molti dei comandanti erano reduci della prima guerra mondiale, quando gli aerei montavano una o due mitragliatrici, dunque l’idea di installarne otto appariva incredibile.

Alla fine si convinsero e i nuovi aerei vennero messi in produzione. La prova del fuoco venne pochi anni dopo, nel 1940, quando Hitler lanciò l’offensiva aerea che avrebbe dovuto spianare la strada all’invasione della Gran Bretagna: ma la Luftwaffe incontrò la resistenza dei nuovi Spitfire e Hurricane, alla cui progettazione aveva contribuito Hazel. Anche se inferiori di numero di tre volte, i piloti britannici poterono contare, oltre al loro valore, su aerei più avanzati tecnologicamente: il nemico venne respinto, la Gran Bretagna rimase in piedi e con la sua vittoria aprì la strada alla sconfitta finale del nazismo.

Se Hazel avesse sbagliato i calcoli, la storia avrebbe potuto avere un altro corso: eppure lei rimase sempre molto modesta rispetto al suo contributo. Durante la guerra si laureò in Medicina e prestò servizio nei Corpi medici delle Forze Armate, dopo di che divenne una dottoressa, si sposò ed ebbe quattro figli. «Ci diceva che aveva aiutato suo padre con dei calcoli importanti – ha raccontato uno di loro – ma è solo dopo la sua morte che abbiamo rovistato fra le sue carte e abbiamo compreso la portata del suo coinvolgimento». Oggi, il riconoscimento finale.

(Corriere della Sera)

 

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