La “scoperta” del Quarto potere

di Niram Ferretti –

In 244 anni di democrazia in tutto il mondo, “non vi è mai stata un’azione legale per una copertura favorevole da parte della stampa. È assurdo. Hanno inventato una clausola speciale per me che non esiste in nessun testo di legge in Israele o nel mondo”. Così ha dichiarato Netanyahu prima di entrare nell’aula di giustizia.

Niram Ferretti

Difficile pensare se non per chi della politica ha l’idea tutta astratta e ideale, fuori dalla realtà dunque, che non vi sia tra stampa e politica una tessitura fitta intelata su favori e regalie, non necessariamente basate sulla compravendita, ma meno scandalosamente sul principio che una mano lava l’altra. E’ così che funziona da quando i media sono oggetto e soggetto preponderante della società. La stampa serve al potere e il potere serve alla stampa anche quando quest’ultima si dichiara libera, liberissima.

Alan Dershowitz

Il vero pezzo forte delle accuse, il piatto principale è l’accordo illecito con il magnate dell’editoria Shaul Elovitch che avrebbe donato a Netanyahu una copertura assai favorevole su Walla e al magnate un miliardo e ottocento milioni di sheckel di introiti grazie a leggi fatte pro domo sua.

Certo per un ritorno di denaro così faraonico, la copertura di stampa favorevole deve essere stata assai massiccia, sproporzionata, non, come afferma Netanyahu di alcuni articoli positivi in un “oceano” di copertura a lui avversa.

Shaul Elovitch, Binjamin Netanyahu

Ci vuole un principe del foro come Alan Dershowitz per evidenziare un fatto fisiologico che in politica può solo scandalizzare i sepolcri imbiancati e i moralisti un tanto al chilo, ovvero che, come ci insegna Da Ponte da Mozart musicato, “Cosi fan tutte”, o tutti?

A proposito del caso Netanyahu, accusato di abuso di fiducia e corruzione, Alan Dershowitz ha detto “Non ci sono prove sufficienti di un reato. Ritengo molto pericoloso iniziare a rinviare a giudizio le persone basandosi sulle negoziazioni intercorse con i giornali. E’ quello che fanno i politici”.

Senza essere rinviati a giudizio o considerati, per averlo fatto, gangster alla pari con Dillinger

Condividi