“La Shoah palestinese”
La giornata dell’ipocrisia
del sindaco di Napoli

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di Renato Farina –

Oggi è la Giornata della Memoria. (Ma è anche la Festa dell’Ipocrisia). Lo sguardo è al genocidio degli ebrei che nel numero di sette milioni furono sterminati nei lager nazifascisti: la Shoah come chiodo nell’anima europea, perché nulla di simile ritorni; Shoah che è intraducibile, e neppure la parola Olocausto rende l’idea della sua unicità. (Ma è anche il giorno dell’anno in cui i politici furbi si lavano la coscienza con rievocazioni commosse di deportazioni antisemite e qualche medaglia, dopo che nei restanti 364 giorni hanno proclamato e teorizzato la dannazione perpetua di Israele, Stato ebraico). Qui proponiamo un caso. Forse il più grosso, di certo il più grossolano.

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Renato Farina

Napoli. Dice il programma delle manifestazioni per la Giornata della Memoria. «Ore 11.30 – Prefettura: consegna di medaglie agli ex internati nei lager nazisti con il Prefetto di Napoli Gerarda Maria Pantalone. Parteciperà il Sindaco Luigi de Magistris».

Ah sì? Complimenti. Nei prossimi giorni in consiglio comunale si voterà una modifica allo Statuto del Comune, per cui d’ora in poi la gloriosa metropoli si chiamerà «Napoli città di pace». Una bella idea. Contraddice l’immagine di Gomorra, che secondo De Magistris è stata da lui sconfitta, ma non si tratta di questo. Napoli – secondo la mozione approvata dalla giunta e che andrà tra dieci giorni in votazione – questa definizione da auto-Nobel non è da intendersi come sana utopia, ma come una specie di premio a quanto fatto finora da De Magistris per la pace soprattutto in Medio Oriente.

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Abu Mazen e De Magistris

Dice la delibera, che è confezionata come una lapide alla futura carriera nazionale di o’ Sindaco: «L’Amministrazione comunale ha sempre dimostrato grande sensibilità e vicinanza alla questione medio-orientale mirando soprattutto all’affermazione dei diritti umani ed alla pace con numerosi viaggi in Palestina ed iniziative mirate a sempre più strette relazioni istituzionali con l’Autorità nazionale palestinese, come ad esempio il conferimento della cittadinanza onoraria al presidente Abbas Abu Magenta, e con missioni di medici a Gaza per curare i sopravvissuti».

I sopravvissuti (sottinteso, ma non troppo) al genocidio israeliano. Non è una gaffe, ma un pensiero profondo e costante di De Magistris. Il quale giunse a evocare nel maggio scorso, denunciato solo da Mara Carfagna, la «Shoah palestinese».

Come si reagisce a un Olocausto? Ci affidiamo alla logica deduttiva e induttiva: per Giggino, anche se non è così scemo da dirlo, la pace è l’annientamento di Israele. I suoi atti però parlano proprio questo linguaggio. Non pensiamo all’investitura di Abu Mazen. Ci sta, anzi ci starebbe perfettamente, se però fosse stata accompagnata da una scelta analoga tra i leader israeliani. Lo proposero i consiglieri del centrodestra. La pace non si fa dialogando con uno solo, a meno che la controparte di costui sia il Male assoluto, il cancro. Questo è il problema. De Magistris ha schernito questa richiesta alla sua maniera. Con una specie di pernacchia politica, degna del sergente Amin Dada, un’indecenza al cubo.

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Bilal Kayed

Volete uno che sta in Israele? Tiè. Vi accontento. Così il palestinese Bilal Kayed, carcerato in Israele, è diventato cittadino onorario di Napoli. Un terrorista sostenuto da Hamas. Una burla. La pace dei cimiteri. Lo hanno scritto, in una desolata lettera aperta a De Magistris, la presidente nazionale Noemi Di Segni e quella della Comunità ebraica di Napoli Lydia Schapirer.

Lydia Schapirer, presidente ebrei Napoli Foto: Di Francesco Tedesco, collaboratore di Ansa Napoli

Lydia Schapirer

Gli chiedevano vanamente di revocare la decisione. «Il palestinese Bilal Kayed tutto è fuorché un uomo di pace. Si tratta infatti di un pericoloso estremista che ha trascorso 14 anni nelle carceri israeliane per le sue azioni violente e gode del sostegno di un’organizzazione terroristica quale è Hamas, che non esita a uccidere civili innocenti, compresi donne, anziane e bambini, pur di alimentare un conflitto permanente nella regione islamiche».

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De Magistris e Rosa Schiano, candidata nella lista Dema

Ogni uomo di buon senso, sarebbe d’accordo con queste parole. De Magistris e i suoi no. Del resto lo fiancheggiano in consiglio comunale diversi personaggi, espressione di quei movimenti che ospitarono in testa ai loro corte, nel famoso 6 aprile 2002 pacifista di Roma, numerosi giovani della comunità palestinese romana vestiti da kamikaze, sostenuti dal grido degli antagonisti: «Intifada come il mare, niente al mondo la può fermare».

Niente di strano, dunque, nessuna novità in questo modo di intendere la pace. C’è anzi una coerenza sontuosa, persino artistica. Luigi De Magistris offrì con gioia la sala municipale Tommaso Campanella in piazza del Gesù nuovo alla proiezione del film Israele – Il Cancro.

Samantha Comizzoli

Samantha Comizzoli

Il titolo è abbastanza esplicito: che si fa col cancro? La regista Samantha Comizzoli spiegò molto bene la procedura: «Mi auguro che Israele sprofondi nel nucleo della terra».

E così il sindaco De Magistris appunta poi la medaglia commemorativa agli ebrei scampati ai lager nazisti. Una bella medaglia all’Ipocrisia non c’è nessuno che gliela appenda al collo?

(Libero)

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