“La sinistra è negazionista”

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 Franco Perlasca, figlio di Giorgio, Giusto tra le Nazioni per lo Stato di Israele per aver salvato, fingendosi un diplomatico spagnolo, quasi diecimila ebrei ungheresi dai lager nazisti, ha incontrato  per iniziativa del Rotary studenti e cittadini in numerose località della provincia di Salerno.  

Signor Perlasca, recentemente a Napoli ci sono state polemiche per le pesanti affermazioni del nuovo assessore alla cultura Eleonora De Majo contro lo stato di Israele. Molti si meravigliano che tali affermazioni provengano da un’esponente di un’amministrazione di sinistra. Cosa ne pensa?

84646999_134759114672513_6031808665562906624_n«Di certi fenomeni non parlo io, ma molto più autorevolmente parla l’Eurispes. A pagina 46 del Rapporto Italia 2020 ci sono dati inequivocabili. Tra coloro i quali negano che la Shoah sia esistita il 18,2 per cento è nell’area del Movimento 5 Stelle, il 23,5 nel centrosinistra, il 23 nell’area centrista, e l’8,8 per cento sta a destra. Al di là dei decimali, si fotografa una situazione che tutti conoscono. I numeri sono lo specchio di questa situazione. In questo contesto accade che il sindaco di Palermo Orlando, molto amico di de Magistris, decida di intitolare il lungomare a un terrorista come Arafat. A Milano, in occasione del 25 aprile l’Associazione nazionale partigiani ha invitato la delegazione palestinese che ha sfilato con le bandiere e con gli striscioni con le scritte “a morte Israele”, al punto da costringere la brigata ebraica a disertare».

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Leoluca Orlando, lugomare Arafat

Insomma non è una questione di latitudine?
«No. A Roma la brigata ebraica non ha partecipato alla celebrazione della Liberazione. Perché vengono invitati i palestinesi? Cosa rappresentano? I palestinesi ai tempi della Seconda guerra mondiale erano amici di Adolf Hitler, parecchie brigate musulmane volontarie hanno operato nei Balcani».

Manifestazioni diverse di antisemitismo?
«C’è qualcosa che salda questi antisemitismi: l’odio verso Israele, al di là dei facili distinguo di comodo tra lo stato d’Israele e gli Ebrei. Penso che in Italia il 90 per cento dell’antisemitismo pericoloso sia a sinistra. Forse non proprio il 90, ma l’80 certamente».

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De Magistris , cittadinanza onoraria ad ABu Mazen

Il rapporto Eurispes indica anche con chiarezza che al Sud la percentuale di negazionisti totali, che cioè pensano che la Shoah non ci sia stata, è superiore alla media nazionale e comunque molto superiore alle percentuali registrate al Nord. I negazionisti parziali, che ridimensionano il fenomeno dell’Olocausto, sono, invece più numerosi che in altre aree d’Italia. Come lo spiega?
«Non lo so. Forse perché a Napoli, non c’è la sola De Majo. Lo stesso sindaco ha spesso sposato posizioni antiisraeliane. Non sono un sociologo, la mia è solo una presunzione. Ma sta di fatto che sia il sindaco che gli assessori non sono amici di Israele. E di qui a dire che gli ebrei sono brutti e cattivi il passo è breve, anche se magari le intenzioni sono diverse».

Giusta dunque la decisione della Comunità ebraica napoletana di non partecipare alla Giornata della memoria organizzata dal Comune?
«Poveretti. Da noi si direbbe becchi e bastonati . Meno male che la città ha risposto. È allucinante che alla manifestazione del 27 gennaio non abbia partecipato la comunità ebraica: meglio non farla senza di loro, le vittime della Shoah».

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La manifestazione della comunità ebraica napoletana con il presidente dell aFederazioni i Italia Israele Giuseppe Crimaldi

Cosa dice ai giovani campani?
«Che ciascuno di noi, se lo vuole, può sempre fare qualcosa contro il Male. Mio padre, Giorgio Perlasca, era un uomo normalissimo che per fare qualcosa per gli altri si inventò il ruolo di finto ambasciatore».

Un esempio che va al di là dell’Olocausto?
«Assolutamente sì, essere Giusti oggi non significa fortunatamente salvare persone dai lager, ma comportarsi ogni giorno, nei propri ambiti con coerenza e onestà intellettuale, cercando di aiutare chi ha bisogno».

 

(Corriere della Sera)

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