La solita scandalosa Ue
“Gli insediamenti israeliani
sono da considerare illegali”

epa08007481 (FILE) - A general view of the Israeli settlement of Ma'aleh Adumim located in Area C seven kilometers east of  Jerusalem in the West Bank, 10 May 2019 (reissued 19 November 2019). US Secretary of State Mike Pompeo declared on 18 November 2019 that US effectively backed Israel's right to build Jewish settlements on the occupied West Bank by abandoning its four-decade position that they were 'inconsistent with international law'.  EPA/ABIR SULTAN

“L’Ue ribadisce che tutti gli insediamenti nel territorio palestinese occupato sono illegali ai sensi del diritto internazionale e rappresentano un grave ostacolo al raggiungimento della soluzione a due Stati e una pace giusta, duratura e globale, come ribadito da una risoluzione Onu”.

epa05865831 A worker stands at the construction site of the Israeli settlement of Neve Ya'akov north of Jerusalem, and the West Bank town of al-Ram with the separation barrier in the background, 23 March 2017. According to reports, United States Middle East envoy Jason Greenblatt was on a visit to the region last week where he proposed in his meeting with Palestinian President Mahmoud Abbas the restriction of the construction of Jewish settlements in the occupied West Bank and an economic incentives package, in return for resuming direct negotiations with Israel.  EPA/ATEF SAFADI

Così il servizio di azione esterna dell’Ue, ricordando che il 5-6 gennaio, le “autorità israeliane hanno approvato la costruzione di quasi duemila unità abitative in insediamenti illegali nella Cisgiordania occupata”. “Israele si conformi pienamente al diritto internazionale”, prosegue.

“Chiediamo al governo israeliano di conformarsi pienamente al diritto internazionale, di porre fine a tutte le attività di insediamento su terre occupate o contese e alle azioni connesse – prosegue la nota -. La violenza dei coloni sui civili palestinesi e le loro proprietà deve essere fermata e prevenuta.
L’Unione europea ribadisce inoltre che non riconoscerà alcun cambiamento ai confini precedenti al 1967, anche per quanto riguarda Gerusalemme, diversi da quelli concordati da entrambe le parti”. L’Unione europea continuerà a “sostenere la ripresa di un processo significativo verso la soluzione dei due Stati, l’unico modo realistico e praticabile per soddisfare le legittime aspirazioni di entrambi i popoli”.

(Ansamed)

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