La staffetta B&B

Benny Gantz e Benjamin Netanyahu

Benny Gantz e Benjamin Netanyahu

di Giordano Stabile –

Benny Gantz trova l’accordo con Benjamin Netanyahu, si fa eleggere presidente della Knesset, e si prepara a subentrare al premier fra 18 mesi, in una staffetta dettata anche dall’emergenza coronavirus. Dopo oltre un anno di stallo politico, tre elezioni di seguito senza che emergesse una maggioranza chiara, Israele avrà nei prossimi giorni, salvo ulteriori colpi di scena, un governo di unità nazionale per affrontare l’epidemia e l’incombente crisi economica.

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Giordano Stabile

Tempi straordinari che hanno convinto l’ex generale a rompere tutti gli schemi, anche a costo di frantumare il suo stesso partito, Kahol Lavan. L’accelerazione è stata favorita anche dall’irruzione in campo della Corte suprema. I giudici hanno ordinato al Parlamento di riprendere i lavori ed eleggere un nuovo speaker.

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Yuli Edelstein

Quello uscente, Yuli Edelstein, stretto alleato di Netanyahu, ha prima puntato i piedi, con il rischio di aprire una crisi istituzionale. Il timore del Likud era che con la perdita della presidenza si aprisse la strada all’approvazione di una legge anti-corruzione, tagliata su misura per far fuori il premier dalla vita politica, visto che fra due mesi dovrà affrontare la prima udienza in un processo per corruzione e abuso d’ufficio. Netanyahu ha fiutato la trappola mortale e ha reagito con la «mossa del cavallo».

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Niente legge anti-corruzione In totale segretezza ha costruito uno nuovo quadro per l’intesa con Gantz. Già dopo le precedenti elezioni, a settembre, aveva offerto al generale una staffetta alla guida del governo. Il rivale però non si fidava. Adesso, con la presidenza della Knesset, potrà controllare i lavori e impedire colpi di mano. Non ci sarà la legge anti-corruzione ma nemmeno un salvacondotto giudiziario in favore del premier. Il governo di unità nazionale si concentrerà sulla lotta al coronavirus e i sostegni all’economia.

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I contagi sono arrivati oggi a 2666, con otto vittime accertate, e 39 pazienti in fin di vita, mentre il tasso di disoccupazione è balzato dal 4 al 18 per cento in meno di un mese. Dati che hanno convinto il generale a sacrificare il suo stesso partito, per il bene del Paese. Ieri pomeriggio è stato eletto presidente della Knesset con 78 voti su 120, una maggioranza confortevole.

Ma il cofondatore di Kahol Lavan, il centrista Yair Lapid, ha votato contro, come anche l’altro leader chiave, Moshe Yaalon. Gantz ha perso più di metà dei suoi deputati, mentre il Likud e gli alleati della destra religiosa hanno votato compatti per lui. Un capovolgimento totale. Ma siamo in un mondo nuovo, dettato dall’emergenza sanitaria, e servono scelte finora impensabili.

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