La straordinaria felicità
di essere israeliani

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di Ugo Volli –

Una ricerca fatta in occasione del capodanno ebraico rivela  che l’89%  dei cittadini israeliani è soddisfatto della propria vita. Considerando che nella popolazione intervistata non può non esserci la parte consueta di malati, di anziani soli, di persone in lutto, e che in più ne fa parte anche chi è stato toccato più o meno da vicino dal terrorismo e il settore arabo-israeliano, un 20% della popolazione che alcuni pretendono “occupato” e “in lotta”, il risultato è straordinario.

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Ugo Volli

Per confronto, in Italia la soddisfazione per la propria vita era stimata nell’Istat a gennaio di quest’anno sul 39,6 %  . Perché tanta soddisfazione, confermata anche da un numero di figli per coppia che è mediamente più del doppio che in Italia.

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Ci sono motivi molto concreti. Da un lato molti ricordano tempi assai più duri in passato, le persecuzioni all’estero, la dura austerità dei primi decenni dello stato. Dall’altro vi è fiducia per il futuro, fondata sul grande livello dell’istruzione, dell’imprenditorialità, su una gestione realistica ed efficace della politica estera e di difesa, sulla fede religiosa. In una parola, c’è ragione di avere speranza. E forse non è un caso che alla speranza, Hatiqva, sia intitolato l’inno nazionale di Israele. Tanti auguri ai lettori di un anno nuovo pieno di speranza e felicità

(Shalom)

 

 

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