La super spia del Mossad

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La super spia del Mossad

di Niccolò Sandroni  –

The Spy è l’ultimo ritrovato del genere spionistico in campo seriale e vede protagonista Sacha Baron Cohen, in una coproduzione tra Netflix e Canal+. Sacha Baron Cohen è l’anima di The Spy, più che una serie tv un film a puntate, in cui il suo personaggio, Eli Cohen, da semplice contabile diventa la spia più famosa nella storia del Mossad.

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La trama, ambientata nei primi anni ’60, periodo di pieno conflitto tra Israele e la vicina Siria, è basata su di una storia realmente accaduta e ci racconta di un uomo, Eli Cohen, figlio di ebrei originari di Aleppo che vive a Tel Aviv. Nel suo passato una fuga dall’Egitto antisemita, nel suo presente una vita da onesto contabile. Ma nel futuro Eli si vede al servizio del suo Paese, nell’intelligence israeliana, il Mossad, al quale si è proposto per due volte senza alcun successo.

 

La situazione tra Israele e Siria è critica e la terza candidatura è quella buona. Inizia così la trasformazione dell’ebreo Eli Cohen nell’islamico Kamal Amin Thabet, magnate dell’industria tessile che vive a Buenos Aires, figlio di emigrati siriani, che sogna di tornare in Siria e supportare la causa del proprio Paese.

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Un intrigo internazionale che parte da Tel Aviv, passa per Zurigo e poi Buenos Aires, per arrivare finalmente a Damasco. Una grande rete di relazioni per un’infiltrazione che porta il protagonista in alto nella società civile e politica siriana, fino a diventare amico del Presidente stesso.

Il più grande risultato di sempre per il Mossad, ma come dimostra la falena nella sigla di The Spy, più ci si avvicina alla luce e più c’è il rischio di bruciarsi.

L’impazienza di Eli Cohen è il suo più grande difetto e più di una volta temiamo per lui, questo rende The Spy un thriller spionistico di pregio, ma il vero punto forte della serie, più che la trama, è l’interpretazione dell’attore Sacha Baron Cohen. Non sorprende il suo trasformismo, del resto nel corso degli anni lo abbiamo visto diventare Ali G, Borat e altri, ma in ognuno di questi casi il suo impegno era rivolto alle risate. La trasformazione nel nuovo personaggio, e a sua volta di questo in Kamal Amin Thabet, è ammirevole, e in questa occasione non si ride ma si teme per la sua incolumità e ci si interroga sulla tenuta della famiglia a causa delle lunghe missioni.

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In sei puntate, The Spy, disponibile interamente su Netflix, non solo racconta la vera storia di una delle operazioni sotto copertura più riuscite di sempre, ma è anche uno spaccato della vita in Medio Oriente.

Ciò nonostante non siamo ai livelli di tensione delle prime stagioni di Homeland, quelle dove ancora c’era Nicholas Brody/Damian Lewis, tuttavia è comunque un bell’esempio del genere, di sicuro migliore degli ultimi racconti di spionaggio targati Amazon Prime: The Catcher Was a Spy, film anch’esso basato su di una storia vera, con protagonista Paul Rudd, e la serie tv su Jack Ryan con John Krasinski.

Non ci sarà una seconda stagione di The Spy perché si tratta di una miniserie tv che esaurisce tutto il suo incredibile racconto in sei ore. Gli episodi scorrono decisamente bene con picchi di tensione tipici di questo genere, alternati al dramma familiare del protagonista. Una spy story da vedere e apprezzare per la realtà dei fatti e per il grande impegno del suo attore principale in un ruolo inedito.

(Giornale)

 

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