La tigre di carta

di Niram Ferretti –

Abdullah di Giordania fa la voce grossa relativamente all’annunciata annessione degli insediamenti in Giudea e Samaria (Cisgiordania), previsti per luglio. Parla di uno scontro “massiccio”, non armato, con Israele, se Israele dovesse procedere.

Abdullah e il suo clan hashemita sono tenuti in piedi dagli Stati Uniti e da Israele, la cui cooperazione, soprattutto quella idrica, è essenziale per la sopravvivenza del suo paese. La voce grossa la deve fare per ingraziarsi la popolazione che governa, e che sopporta poco il piccolo re educato in Inghilterra e la sua fulgida consorte.

Abdullah di Giordania

Il consenso popolare è, ovviamente, essenziale per la sua sopravvivenza, e il re è comprensibilmente preoccupato che l’annessione degli insediamenti possa creargli problemi interni. Ma anche lui, prima o poi, dovrà arrendersi alla realtà, che non è amato nel suo paese e che la tenuta della sua monarchia, garantita unicamente dall’esercito, è assai fragile. Senza l’appoggio USA e senza quello israeliano, sarebbe già crollata da molti anni.

Una Giordania stabile è utile anche a Israele, ma la storia deve andare avanti. E’ ora che una parte della Giudea e Samaria venga restituita al suo legittimo destinatario, così come prevedeva il Mandato Britannico per la Palestina del 1922, il quale, addirittura, assegnava tutto il territorio a occidente del Giordano all’abitabilità ebraica.

Joseph Borell,

Ciò che afferma il Rappresentante della politica estera dell’Unione Europea, Joseph Borell, che l’azione di Israele infrangerebbe il diritto internazionale è completamente falso. Non esiste alcun testo giuridico che faccia giurisprudenza sul piano del diritto internazionale il qulae affermi che Israele non abbia diritto ad annettersi gli insediamenti ebraici in Giudea e Samaria.

L’unico testo che ha, sostanzialmente, la valenza di un trattato è infatti quello del Mandato Britannico, mai superato, mai abrogato. E’ necessario dunque, dopo 98 anni dare seguito a ciò che esso prevedeva. E’ già passato quasi un secolo.

 

 

 

Condividi