La trappola palestinese
Il territorio sovrano d’Israele

epa06411064 An Israeli army soldier aims his weapon against protesters during clashes in al-Fawwar refugee camp, south of the West Bank city of Hebron, 31 December 2017. Clashes erupted as ongoing protests were held against US President Trump's 06 December announcement he is recognizing Jerusalem as the Israel capital and will relocate the US embassy from Tel Aviv to Jerusalem. EPA/ABED AL HASHLAMOUN

di Eldad Beck  –

Presi in mezzo tra i “crimini di guerra” della procuratrice Fatou Bensouda e la denuncia di uno stato che non esiste, la “Palestina”, ci sono le comunità ebraiche al di là della linea verde e l’autodifesa israeliana nell’operazione anti-Hamas a Gaza e contro i persistenti tentativi, sotto le mentite spoglie della cosiddetta “marcia del ritorno”, di invadere il territorio sovrano d’Israele a partire da Gaza.

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In altre parole, sarebbe un “crimine di guerra” la presenza di ebrei in aree della Terra di Israele che non sono “territori occupati”, ma territori contesi soggetti a negoziato. Così come sarebbe un “crimine di guerra”, a quanto pare, impedire a presunti “profughi” palestinesi di invadere il territorio sovrano d’Israele a partire da un territorio che Israele ha volontariamente trasferito al controllo palestinese.

Fatou Bensouda

Dunque non ci troviamo di fronte a provvedimento legale volto ad assicurare alla giustizia dei “criminali di guerra”, bensì allo sfruttamento del sistema giudiziario internazionale per attuare l’obiettivo diplomatico di delegittimare e distruggere lo stato di Israele.

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Bensouda si è volontariamente ingarbugliata nella rete tesa dai palestinesi attorno al sistema giuridico internazionale allo scopo di creare un diritto internazionale a loro uso e consumo, incriminare Israele e metterlo sullo stesso piano dei criminali nazisti.

Resta da vedere se i giudici della Corte Penale Internazionale cadranno in questa trappola, mettendo ulteriormente in forse la legittimità della Corte stessa e trasformandola in un altro circo in stile Unesco, Unrwa e Consiglio Onu per i diritti umani.

(Israel HaYom)

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