La valle del terrore
Costretti a vivere nella paura
per le scorribande dei palestinesi

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La Jordan Rift Valley

di Daniel Harkov –

 Hanno scavato un buco sotto la recinzione che circondava Moshav Mehola per rubare attrezzature agricole. Nel Moshav Netiv HaGdud, invece, hanno disconnesso l’elettricità per neutralizzare l’allarme della recinzione che circondava la comunità ed hanno rubato un trattore per scappare comodamente attraverso lo stesso recinto. Ieri hanno fatto irruzione in Moshav Tomer e abbattuto 200 viti, provocando danni stimati a decine di migliaia di shekel. Ed ancora: un mese fa, hanno fatto irruzione nel Kibbutz Niran e nell’insediamento di Yitav con le tenebre della sera e sono stati avvistati per puro caso e comunque fuggiti prima che le forze di sicurezza arrivassero sul posto. Del resto la polizia locale ha solo una macchina di pattuglia per coprire una vasta area…

Ormai si sentono indifesi, insicuri, in balia delle onde. I residenti israeliani nella zona della Valle del Giordano della West Bank vivono sentendosi nell’occhio del ciclone e temendo giorno dopo giorno  un attacco terroristico.

1 , capo del Consiglio regionale della Valle del Giordano

David Elhiani

“Nessuna comunità è veramente protetta – ha detto David Elhiani, capo del Consiglio regionale della Valle del Giordano-  I residenti si sentono insicuri, e giustamente: abbiamo una macchina della polizia di pattuglia che copre un’area di quasi cento chilometri. È assurdo.”

“Queste irruzioni sono gravi e danneggiano gravemente il senso di sicurezza dei residenti”, ha detto Hadas Gozlan, l’addetto alla sicurezza del Consiglio regionale della Valle del Giordano. “Ogni infiltrazione viene trattata come un atto di terrore, il rubare può facilmente trasformarsi in un omicidio se un ladro decide di entrare in una casa in una delle comunità”.

 

 

 

 

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