La verità negata
degli assassini della storia

Bufale-Olocausto-negazionisti

di Gerardo Verolino –

Non c’è limite al disdoro. Cosa può fare di peggio un’istituzione importante come il Parlamento di un Paese che invitare a parlare dei signori che negano l’esistenza dell’Olocausto? È quanto è successo  a Roma, alla Commissione Esteri della Camera, presieduta dalla grillina (sempre loro) Marta Grande che ha concesso la sala a due noti e recidivi negazionisti iraniani, Alireza Bigdeli e MortezJami, membro e vicepresidente dell’Institute for Political and Intermational Studies, la struttura che, nel 2006, a Teheran, ha organizzato il congresso mondiale del negazionismo all’Olocausto.

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Gerardo Verolino

L’Iran è la culla dove si concentra la peggiore feccia dell’antisemitismo mondiale, un regime teocratico che definisce Israele un “cancro” e che sostiene che la Shoah fu un “mito” e che chiedono l’insediamento di una “commissione d’inchiesta” internazionale per verificare la realtà storica dell’Olocausto.

La Conferenza sul negazionismo a TeherN

La Conferenza sul negazionismo a Teheran

L'ex presidente iraniano Ahmadinejad alla Conferenza sul negazionismo

L’ex presidente iraniano Ahmadinejad alla Conferenza sul negazionismo

“Gli occidentali – disse l’ex presidente iraniano Ahmadinejad nel presentare la conferenza del 2006 quando partecipano 67 relatori in rappresentanza di 30 Paesi, fra cui il principe dei negazionisti, il francese Robert Faurisson, l’australiano Fredrick Toeben, autore del saggio “L’Olocausto, un’arma per uccidere”, il neonazista tedesco Bendikt Frings e il leader del Ku Klux Klan, David Duke -hanno inventato il massacro degli ebrei per giustificare l’esistenza di Israele”.

Lo scrittore negazionista Robert Faurisson

Robert Faurisson

La quale andrebbe cancellata dalla mappa del Medio-Oriente o spostata altrove, in Alaska, in Canada, o in Europa. Ovunque, meno che in Medio-Oriente dove deve trionfare la tirannide liberticida islamista.

L’Iran è anche lo Stato dove il “The Teheran Times” indice un concorso internazionale di disegni per premiare le migliori vignette a tematica negazionista.

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Come fa anche il quotidiano “Hamshahri” quando a vincere è addirittura un italiano, Alessandro Gatto, che si aggiudica la non encomiabile palma di miglior vignettista antisemita. Ed è il regime, tanto per dire, dove un ayatollah, Ahmad Khatami, dice che “i sionisti non fanno altro che massacrare donne e bambini per rubarne gli organi”.

Alireza Bigdeli, il negazionista iraniano ospite alla Camera

Alireza Bigdeli

Ma Ahmadinejad, seguace del grande filosofo antisemita Ahmad Fardid, per meglio supportare le sue discutibili tesi scrive anche un ponderoso saggio di 274 pagine intitolato “Disintegrazione del mito dell’Olocausto” che eleva il negazionismo a programma politico di un Paese.

E l’Iran di oggi non è dissimile, anzi se si vuole è anche peggio, di quello plasmato sull’antisemitismo di Stato di Ahmadinejad.

L'ayatollah Ahmad Khatami

L’ayatollah Ahmad Khatami

Basta sentire le farneticazioni della Guida Suprema Ali Khamenei quando sostiene che “il regime sionista, un cane sporco e rabbioso, perirà in un futuro non lontano” o quando afferma che “se Allah vuole, entro i prossimi 25 anni non ci sarà più nessun regime sionista”; oppure quando rammenta che gli israeliani sono una sorta di sottospecie umana”.

Intanto, pochi giorni fa, chiama a raccolta tutti gli Stati del mondo islamico per pianificare, da novello Hitler, “l’annientamento” di Israele. A fargli eco è il Capo del Parlamento, Ali Larijani, che definisce Israele un “malefico regime sionista”.

È a gentaglia nutrita di queste orride idee che la grillina Marta Grande ha aperto le porte della Camera per permettere loro  di propagandare le turpi tesi negazioniste, cosa che, in Italia, non dovrebbe essere consentita.

Lo scrittore negazionista Fredrick Toeben

Fredrick Toeben

La vicenda risulta ancora più insultante se si pensa alle odierne rievocazioni delle famigerate leggi razziali. Ma la sua difesa, appena si è saputa la notizia ed è divampata la polemica con le proteste della Comunità ebraica romana e dell’Ambasciatore d’Israele in Italia Ofer Sachs, secondo cui le audizioni “hanno finalità esclusivamente conoscitive” e che non richiedono una “presa di posizione passiva” rispetto a quel che viene raccontato, sono apparse, francamente, risibili.

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Marta Grande

Meglio avrebbe fatto, a questo punto, a stare zitta e scusarsi per il malaccorto invito dal momento che la precisazione è apparsa come una palese e maldestra ammissione di colpa. Dare voce e credibilità a questi due improbabili “studiosi” è uno dei punti più bassi che possa aver toccato il nostro Parlamento proprio quando, alcuni giorni fa, sono state votate alcune importanti mozioni di condanna dell’antisemitismo.

 

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