La vicenda Matatia
“Venga a raccontare l’Olocausto”

Istituto Fiani Leccisotti-2

L’Istituto Fiani Leccisotti di Torremaggiore

di Gerardo Verolino –

Dopo le polemiche suscitate dalla scandalosa notizia che ha riguardato lo scrittore faentino Roberto Matatia, quando una parte del corpo docente dell’istituto “Fiani Leccisotti”, si era opposto alla sua partecipazione a tenere una conferenza, ad ottant’anni di distanza, riguardo all’infamia della promulgazione delle Leggi razziali da parte del Fascismo, perché “invitare un ebreo è fare politica, e a scuola non si fa politica”, arriva un comunicato del dirigente scolastico dell’Istituto,   Giancarlo Lamedica, che potremmo definire di “chiarificazione”.

Gerardo Verolino 2

Gerardo Verolino

Il professor Lamedica esprime “forte indignazione e rammarico per quanto accaduto nei confronti dello scrittore Roberto Matatia”.

In merito poi alle notizie apparse aggiunge che si dissocia “fermamente da qualunque episodio che involontariamente abbia in qualche modo offeso e strumentalizzato il notevole valore umano, storico e culturale della sua testimonianza e del suo impegno civile”.

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Aggiungendo “ribadisco il mio personale impegno.. a coltivare iniziative.. che sviluppino e consolidino il valore della memoria nei miei studenti soprattutto con riferimento alla deprecabile esperienza delle leggi razziali”.

E sottolineando che “il lavoro che i docenti con fatica sviluppano quotidianamente è rispettoso dei valori costituzionali” conclude che “rinnovo personalmente l’invito allo scrittore.. a portare la sua preziosa testimonianza presso il Fiani-Leccisotti, nello sforzo comune di costruire una solida coscienza civica e democratica nelle giovani generazioni”.

Roberto Matatia

Roberto Matatia

Bene ha fatto, dunque, il dirigente scolastico a chiarire la sua posizione sperando che, di conseguenza, Roberto Matatia possa tenere la conferenza sulle Leggi Razziali e il suo invito non resti un nobile gesto di vicinanza nei confronti dello scrittore senza che si abbiano esiti concreti. Matatia, sul suo profilo facebook, ha scritto che da parte sua ritiene “chiuso l’incidente”.

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La mobilitazione di tanti simpatizzanti di Matatia, la tempestiva denuncia di vari siti, fra cui il nostro, la presa di coscienza collettiva che un episodio che rischiava di discriminare, una seconda volta a tanti anni di distanza dai noti fatti, un ebreo, non poteva passare inosservato e ha dato i suoi primi frutti. Bene così.

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