La violenza palestinese
non è la risposta
ad una colpa ebraica.

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di Niram Ferretti –

Chi ha bisogno di nemici quando si hanno amici come Ron Huldai, il sindaco mucho progressista di Tel Aviv, il quale, nel 2016, spiegava che sì il terrorismo palestinese è la conseguenza della “repressione” israeliana?

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Niram Ferretti

Il vero problema, bellezze, è l'”occupazione”. Senza occupazione non ci sarebbe violenza araba. Ed effettivamente è vero, solo che non lo è nel senso inteso da Huldai, ma nel senso che per l’OLP e poi per Hamas, e poi per l’Autorità Palestinese e prima di loro per il Mufti filo nazista di Gerusalemme, Amin Al Husseini, gli ebrei tutti sono occupanti e la Palestina liberatà lo sarà solo quando non ci sarà più Israele e magari verrà concesso ad ebrei filopalestinesi come Huldai, Gideon Levi, Amira Haas, Zeev Sternhell, di risiedervi come dhimmi.

Ron Huldai

Ron Huldai

Ma veniamo all’oggi. Il progressista Huldai ha fatto rimuovere un cartellone sponsorizzato dal Middle East Forum, il think tank americano di cui è presidente Daniel Pipes, nel quale sono raffigurati il presidente abusivo dell’Autorità Palestinese, Mahmoud Abbas e uno dei maggiorenti di Hamas, Ismael Haniyeh, con le mani alzate e in posizione di resa. Le immagini sono accompagnate dalla scritta in ebraico, “La pace può essere fatta solo con i nemici sconfitti”. Una lezione che accompagna tutta la storia.

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Mahmoud Abbas

Huldai da vero pluralista (come sono sempre e inevitabilmente gli uomini e le donne di sinistra) ha motivato così la decisione: “Ho ordinato la rimozione del cartellone raffigurante Abbas e Haniyeh inginocchiati con gli occhi coperti e le mani in alto in un gesto di resa. L’immagine incita alla violenza e ricorda lo Stato Islamico e le immagini naziste con le quali non vogliamo essere associati. Esistono delle linee rosse anche durante le campagne elettorali”.

Certo a chi ritiene che la responsabilità della violenza araba nei confronti di Isrele non risieda nel rifiuto islamico di uno Stato ebraico in una terra considerata dotazione musulmana, ma sia nell'”occupazione” di territori che il Mandato Britannico per la Palestina assegnava inequivocabilmente agli ebrei nel 1922, l’immagne provocatoria del cartellone e il messaggio che lo accompagna non può essere tollerato.

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Sarebbe reminiscente del nazismo. Eh sì. Non le bandiere e gli aquiloni con le svastiche utilizzati da Hamas, quando due anni fa ci furono gli scontri di confine tra Gaza e Israele, non l’affiliazione storica tra Hitler e il Mufti, non l’esplicita intenzionalità eliminazionista nei confronti degli ebrei espressa dagli Stati arabi dal 1948 fino al 1973, e chiaramente espressa nello Statuto di Hamas del 1989. Naziste sarebbero le immagini di un conclamato terrorista e di un cleptocrate arabo antisemita mostrati in condizione di resa.

Sì, esistono delle linee rosse e si è splendidamente pluralisti quando si censurano le idee che non si conformano con la vulgata che la violenza palestinese è la risposta a una colpa ebraica.

 

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