La visita di Sadat che cambiò il Mo
“Temevano che dall’aereo
sbucasse un commando egiziano”

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Il presidente egiziano Anwar Sadat e Menachem Begin durante la storica visita di Sadat a Gerusalemme il 19 novembre 2017

di Aldo Baquis –

Quaranta anni fa il Medio Oriente voltò pagina quando Anwar Sadat atterrò all’aeroporto di Tel Aviv dove era atteso dal premier Menachem Begin e da Golda Meir. Israele si stava ancora riprendendo dalla traumatica guerra del Kippur (1973) ed ora, per la prima volta dalla fondazione, lo Stato ebraico stava per accogliere il presidente dell’Egitto, Paese guida nel mondo arabo.

Aldo Baquis

Aldo Baquis

Quando i motori del velivolo tacquero, il 19 novembre del 1977, gli occhi si puntarono sul portellone, che però per lunghi istanti rimase vuoto. ”La tensione era al massimo”, ha ricordato Yona Klimowitzky, la segretaria personale di Begin.

”C’era infatti chi temeva che dall’aereo potesse spuntare Yasser Arafat”, il leader dell’Olp. I cecchini erano appostati sul tetto dell’aeroporto Ben Gurion. Altri scenari di emergenza, ha rivelato oggi la radio militare, paventavano un nuovo ‘Cavallo di Troia’. Ossia che dall’aereo egiziano balzasse a sorpresa un commando determinato a massacrare i leader di Israele schierati lungo il tappeto rosso.

Anwar Sadat (c) as he meets with Golda Meir (l) and Shimon Peres

Golda Meir, Anwar Sadat e Shimon Peres

Nel Sinai, in quelle ore, l’esercito israeliano era in massima allerta. In mattinata lungo il canale di Suez erano stati notati spostamenti di truppe come quattro anni prima, alla vigilia del blitz militare siro-egiziano che innescò la guerra del Kippur. Infine Sadat uscì, sorridente, e subito scatenò l’entusiasmo degli israeliani.

”Noi comunque eravamo persuasi che da parte sua non ci fosse alcun inganno”, ha commentato oggi Arie Naor, allora segretario del governo israeliano.

”Nei mesi precedenti, Begin si era rivolto nel massimo segreto ai dirigenti di Stati Uniti, Romania, Iran e Marocco per garantire il successo della visita”. E nel 1978, a Camp David, Israele ed Egitto raggiunsero intese di pace. Begin fu costretto a smantellare nel Sinai la città di Yamit ed una ventina di colonie ebraiche.

Il presidente egiziano Anwar Sadat e Menachem Begin

Il presidente egiziano Anwar Sadat e Menachem Begin

”Per quella rinuncia avrebbe sofferto per il resto della vita – ha detto oggi Klimowitzki. – Ma comprendeva che la pace richiedeva un prezzo”. Sadat pagò un prezzo maggiore ancora nel 1981 quando, nell’anniversario della guerra del Kippur, fu assassinato da un terrorista islamico.

Quello di Sadat, ha osservato il premier Benyamin Netanyahu – ”fu un passo coraggioso e da allora, con alti e bassi, il trattato di pace ha tenuto”. ”Oggi – ha proseguito – Egitto ed Israele, così come altri Paesi, sono fianco a fianco nella stessa barricata in una lotta ostinata all’Islam radicale”.

Ieri alla Knesset si e’ tenuta una commemorazione ufficiale. L’Egitto era rappresentato dall’ambasciatore Hazem Khairat.
Secondo i media locali, tutti i tentativi di ospitare a Gerusalemme esponenti politici egiziani di rango non hanno avuto successo.

(Ansamed)

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