L’accerchiamento di Israele, ma…

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di Ely Karmon –

 L’Isis sceso all’8 per cento di popolarità fra i palestinesi, secondo Israele ha colpito a Gerusalemme l’8 gennaio con il giubilo di Hamas, il gruppo fondamentalista al comando nella striscia di Gaza. Un camion killer guidato da un seguace dell’Isis ha falciato quattro militari, di cui tre donne.

Ely-Karmon

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L’attacco è avvenuto a una settimana dalla Conferenza di Parigi sul processo di pace con i palestinesi boicottata da Israele. Subito dopo si riunirà il Consiglio di sicurezza dell’Onu con l’Italia come membro per il 2017.

A fine 2016 l’organo decisionale Onu aveva fatto passare (per la prima volta con l’astensione Usa) una condanna degli insediamenti israeliani a Gerusalemme est. Per la presidente della Comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello, l’attentato è la «conseguenza della risoluzione negazionista votata all’Onu». Un’escalation alla vigilia dell’insediamento del filo-israeliano Donald Trump.

Ruth Dureghello

Ruth Dureghello

«In passato i palestinesi hanno usato macchine, camion, bus e anche trattori per colpire gli israeliani, ma l’attentato di Gerusalemme ricorda la stessa tipologia di attacchi mortali in Europa dell’anno scorso a Nizza e Berlino» scrive il quotidiano conservatore Jerusalem Post. Il progressista Haaretz focalizza invece l’attenzione «sulla risposta negativa del governo israeliano all’iniziativa di pace di Parigi (del 15 gennaio, ndr)» e guarda oltre. «La conferenza dovrebbe annunciare la formazione di un meccanismo internazionale che includa gli Stati Uniti, l’Unione europea e la Lega araba» continua Haaretz, «per proporre un attraente pacchetto internazionale che incentivi la pace fra palestinesi e israeliani».

Knesset, il parlamento israeliano

Knesset, il parlamento israeliano

L’attentato di Gerusalemme è legato all’annuncio del nuovo presidente Usa Donald Trump di voler spostare l’ambasciata Usa a Gerusalemme e all’incitamento di taluni leader dell’Autorità palestinese di scatenare una nuova intifada, provocando reazioni violente del mondo islamico. Sul piano diplomatico, Israele non crede che l’imminente conferenza di Parigi possa aiutare i negoziati con i palestinesi. Anzi, teme che si punti a proporre un’altra risoluzione Onu di condanna di Israele, sfruttando i pochi giorni che mancano all’insediamento di Trump. Ma il tentativo è destinato a fallire.

(Panorama)

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