L’Aiea finalmente “denuncia” l’Iran
Accelerato l’arricchimento dell’uranio
L’indifendibile accordo nucleare

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di Giordano Stabile

L’Aiea certifica che l’Iran ha accelerato l’arricchimento dell’uranio, anche se per ora nei limiti imposti dai trattati, mentre il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas è a Teheran per cercare di salvare l’accordo sul programma nucleare firmato nel 2015. Un’impresa ormai al limite dell’impossibile, in una giornata che ha visto segnali contraddittori da parte della Repubblica islamica, tornata ad attaccare gli Stati Uniti e a promettere «una dura risposta» in caso di conflitto, ma che ha anche liberato un cittadino libanese con residenza negli Usa, detenuto da quattro anni con accuse di spionaggio.

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La missione Maas a Teheran è apparsa subito in salita. Il ministro arrivava da Abu Dhabi, dove aveva avvertito che non avrebbe accettato compromessi «al ribasso». Gli aveva ribattuto subito il portavoce del ministero degli Esteri Abbas Mousavi, con l’accusa all’Unione europea di aver «fallito» nel tentativo di tenere in piedi l’accordo. Le tensioni sono soprattutto attorno al veicolo finanziario Intex, lanciato all’inizio dell’anno da Francia, Gran Bretagna e Germania per aggirare le sanzioni americane e permettere scambio di beni fra l’Ue e la Repubblica islamica, ma non ancora operativo.

epa07638302 Iranian foreign minister Mohammad Javad Zarif (R) shakes hands with German foreign minister Heiko Maas (L) in Tehran, Iran, 10 June 2019. Mass is in Tehran to meet with Iranian officials. EPA/ABEDIN TAHERKENAREH

Heiko Maas e Mohammad Javad Zarif

Maas, prima degli incontri con il ministro degli Esteri Jawad Zarif e il presidente Hassan Rohani, lo ha difeso e ha spiegato che è «uno strumento di un nuovo tipo» e quindi ci vuole tempo per implementarlo.
Il colloquio con Zarif ha poi dissipato alcune ombre. «Speriamo che i tentativi dei nostri amici in Germania e in altri Paesi salveranno l’accordo – ha precisato Zarif -. Coopereremo con loro per raggiungere questo obiettivo». Poi ha attaccato gli Usa e puntualizzato che «nessuna potenza può fare del male al popolo iraniano senza ricevere una dura risposta: se cominceranno una guerra contro di noi, non saranno loro a finirla».

Agenzia internazionale per l’energia atomica

Il livello di tensione fra Washington e Teheran preoccupa però la stessa Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), che teme un deragliamento dell’intesa raggiunta nel 2015, fin qui ancora sui binari.

Ieri il capo dell’agenzia Yukiya Amano ha confermato che, come aveva annunciato Rohani lo scorso 8 maggio, l’Iran ha aumentato la produzione di uranio arricchito al 3,67 per cento.

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Fordow

L’Aiea ha anche rivelato che è salito a 1044 il numero delle centrifughe operative nel sito di Fordow, mentre nel 2015 erano soltanto 740. Segnali negativi che sono stati però in parte compensati dal rilascio di un libanese con residenza permanente negli Stati Uniti, Nizar Zakka, detenuto dal 2015. Sarà rilasciato e consegnato a emissari di Hezbollah per il suo ritorno nel Paese dei Cedri.

(Stampa)

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