L’albergo, la targa, i dollari

«The Walled Off Hotel».

Sapete perché la faccenda del Walled Off Hotel di Betlemme è stata frettolosamente accantonata dai filopalestinesi? Perché è spuntata una targa, apposta nei pressi dell’ingresso dell’albergo, che chiarisce la filosofia della struttura ricettiva, di cui godranno nei mesi a venire i suoi facoltosi clienti.

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La targa “welcome”

Si chiarisce che «non è il momento opportuno per prendere posizione», che i palestinesi «vivono in condizioni disagiate» (un bel passo in avanti rispetto alla retorica pelosa della «prigione a cielo aperto», a cui evidentemente non crede più nessuno), non vi è cenno ad alcuna occupazione.
Si parla di West Bank, suscitando l’indifferenza dei giordani, che quella sponda del fiume l’hanno abbandonata nel 1967 e non intendono più rioccuparla; la perplessità degli ebrei, che da millenni sono abituati a leggere sulle mappe i nomi di Giudea e Samaria, in luogo di una definizione adottata per 19 anni; e l’ostilità degli israelofobi, che non leggono il magico ma vuoto nome di “Palestina”.

An Israeli security watch tower is seen from one of the rooms of the "The Walled Off Hotel" in the West Bank city of Bethlehem, Friday, March 3, 2017. The owner of a guest house packed with the elusive artist Banksy's work has opened the doors of his West Bank establishments to media, showcasing its unique "worst view in the world." The nine-room hotel named "The Walled Off Hotel" will officially open on March 11. (ANSA/AP Photo/Dusan Vranic) [CopyrightNotice: Copyright 2017 The Associated Press. All rights reserved.]

Si riconosce il legittimo diritto di molti israeliani a temere per la propria vita, messa in sicuro proprio da quel muro a cui pur alcuni israeliani si oppongono (bello sarebbe un mondo in cui bande di belve assetate di sangue penetrano nottetempo nella tua dimora, sgozzando te, tua moglie, e i tuoi figli, e celebrando l’impresa sanguinaria senza manifestare alcun rimorso…).

Tant’é vero che l’albergo accoglierà felicemente turisti provenienti da Israele: e perché no? mica tutti assecondano i deliri di uno stato judenrein auspicato dal corrotto Abu Mazen; che di certo non accoglierà con favore la tolleranza che in ogni altra parte del mondo sarebbe normale.
I palestinisti si consoleranno con Elton John, che invia un messaggio di pace «che unisca i popoli». Un auspicio che appare abbastanza beffardo da essere opportunamente rimosso.
Alla fine, è business as usual, come chiarisce l’insegna di un negozio di souvenir che si sta aprendo poco lontano dall’albergo firmato Bansky, che venderà paccottiglia varia ai turisti ansiosi di contribuire a finanziare copiosamente la “causa”…

(il Borghesino)

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