L’America, il razzismo, i repubblicani

di Gerardo Verolino –

La vicenda di Floyd, il cittadino americano di colore ucciso dalla polizia, sta sfuggendo di mano e le proteste scomposte a cui stiamo assistendo, con le devastazioni gratuite ne sono la dimostrazione. Ma la vicenda è ingigantita anche a causa dell’imminente elezione per il rinnovo del presidente degli Stati Uniti, per cui la protesta assume un connotato ideologico e si vuol far credere che la morte dell’uomo di colore sia stata, in un certo, senso ordinata da Trump che sarebbe a capo di un partito, quello repubblicano, di ferventi razzisti. Questa è la fandonia che vorrebbero accreditare 

Gerardo Verolino

Dimenticando che il partito di Trump, Nixon e Reagan è quello che abolisce la schiavitù grazie alla battaglia promossa dall’indimenticato presidente Abramo Lincoln che, nel 1865, con l’istituzione del tredicesimo emendamento alla Costituzione americana sancisce l’abolizione della schiavitù in tutta l’Unione americana.

Black Lives Matter

Ma, a proposito di Reagan, quanti sanno che Cassius Clay, o Muhammed Alì, il grande pugile afro americano, amico di Martin Luther King e a Malcom X e militante nel suo movimento Nation of Islam che si batteva per i diritti dei neri, simbolo e ambasciatore nel Mondo delle rivendicazioni razziali degli afroamericani negli Stati Uniti, fu un grande sostenitore di Ronald Reagan, il presidente liberale, liberista, emblema della destra conservatrice americana che abbatte il comunismo e pubblicizza e persegue, con orgoglio, il way of life che più arciamericano non si può?

È il 1984, quando Muhammed Ali annuncia il suo pubblico endorsement per la rielezione di Reagan ricordando come lui “vuole che Dio resti nelle scuole e questo è sufficiente” a sostenerlo. Da allora, Il pugile, incontrerà diverse volte Reagan alla Casa Bianca e le immagini sui manifesti insieme all’ex attore di Hollywood faranno il giro d’America.

Donald Trump

Addirittura, qualche tempo dopo, Clay, rappresenterà gli Stati Uniti d’America per conto di Reagan quando volerà in Africa  per convincere i Paesi riluttanti a non boicottare le Olimpiadi che si sarebbero tenute di lì a poco a Los Angeles. Le Olimpiadi di un altro nero famoso: Carl Lewis, il figlio del vento.

Ma non c’è solo Clay. Anche Ray Charles, altra icona dei neri d’America, è stato un grande estimatore di Reagan col quale collaborerà, nel 1981, per promuovere una campagna d’informazione sul tema della disabilità.

Ray Charles tra Nancy e Ronald Reagan

Ma, soprattutto, “The Genius”, il grande cantante nero della Soul Music (la musica dell’anima), cioè di quel genere musicale caratterizzato da una forte connotazione politica che lo associa alle rivendicazioni civili e razziali, si esibirà, il 24 Agosto del 1984, a Dallas, alla Convention Repubblicana, per Ronald Reagan, che a novembre, sarebbe stato rieletto presidente, eseguendo l’inno patriottico “America The Beautiful” , in una cerimonia struggente che sarà seguita in diretta da milioni di americani emozionati; mentre, in platea, migliaia di delegati, bianchi e neri, cantano, si stringono le mani e sventolano, in un suggestivo tripudio di patriottismo, le bandiere a stelle e strisce.

Piange di commozione l’America per uno show che resterà nella storia e che suggellerà la rielezione di The Gipper, mentre, il presidente, alla fine dell’esibizione, accompagna Charles sul palco, tra la moglie Nancy e il vicepresidente Bush, per tributagli il meritato applauso.

 

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