L’antisemitismo a metà

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di Niram Ferretti –

Nuntio vobis gaudium magnum, habemus papam. Così  Noemi Di Segni, presidente UCEI. “Il governo italiano scrive una pagina fondamentale nella lotta all’odio anti-ebraico in ogni sua forma, compresa quella particolarmente insidiosa di chi mina alla legittimità di Israele di esistere e difendersi. Una lacuna finalmente colmata, come già fatto da altri Paesi europei, sulla base della risoluzione del Parlamento europeo e la più recente e unanime decisione del Consiglio d’Europa. Oggi è una giornata importante che avvierà un percorso di ulteriore esame tecnico legale e di condivisione con altre istituzioni del paese”.

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Niram Ferretti

Non dubitiamo della buona fede della presidente UCEI e nemmeno di quella di Ruth Dureghello, presidente della Comunità ebraica di Roma, che in un tweet scriveva: “Con l’adozione della definizione dell’Ihra l’Italia si dota di un forte strumento legale per identificare univocamente l’antisemitismo. Oggi il nostro Paese fa un importante passo avanti, che si pone come base per una concreta lotta contro l’odio antiebraico”.

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Il problema è che si tratta di una truffa. Il documento IHRA non è stato affatto adottato nella sua interezza. Il Consiglio dei Ministri, come si può leggere chiaramente sul sito della Presidenza del Consiglio, ha accolto la seguente definizione di antisemitismo: “L’antisemitismo è una certa percezione degli ebrei che può essere espressa come odio nei loro confronti. Le manifestazioni retoriche e fisiche di antisemitismo sono direte verso le persone ebree e non ebree, e/o la loro proprietà, le istituzioni delle comunità ebraiche e i loro luoghi di culto”.

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Questa è solo la prima delle definizioni di antisemitismo contenute nel documento, ma che ne è delle altre 11, tra le quali la seguente? “Negare al popolo ebraico il proprio diritto all’autodeterminazione, per esempio, affermare che lo Stato di Israele sia una impresa razzista”.

Quello adottato dal governo non è il documento IHRA, è solo la definizione principale e generale del documento a cui seguono in modo estremamente specifico le altre. Nessuno dei 18 paesi che hanno già adottato il documento IHRA lo ha fatto parzialmente. Voleva farlo parzialmente l’anno scorso Jeremy Corbyn, quando venne chiesto al partito laburista di adottare il documento dopo l’onda dei continui scandali a sfondo antisemita emersi all’interno del partito.

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Jeremy Corbyn

Ovviamente, Corbyn, non era d’accordo sul reputare una forma di antisemitismo il considere Israele uno Stato razzista. Il governo italiano è andato molto in là rispetto a Corbyn. Su 12 definizioni di antisemitismo ne ha adottata una sola.

D’altronde, come meravigliarsi di questo compromesso al ribasso tutto italiano, visto che conteporaneamente si è salutato come un grosso passo avanti il fatto che sia stata nominata coordinatore nazionale per la lotta all’antisemitismo la pedagogista Milena Santerini, la quale ha fatto prontamente sapere che, “Per me gli ebrei si difendono difendendo tutti. L’odio è uno solo, accomuna le sue vittime nel colpire alla cieca. Sono impegnata contro l’antisemitismo nello stesso spirito con cui denuncio l’islamofobia e l’antiziganismo, cioè il pregiudizio contro i musulmani e i rom”?

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Chiaro il succo del discorso no? Un bel calderone in cui l’odio per gli ebrei è messo insieme a quello per gli zingari e i musulmani. Mancano gli omosessuali, probabilmente perché non sono etnicamente definibili.

Siamo dunque a una riedizione mignon della Commissione Segre contro l’odio, da cui è, infatti, completamente assente l’antisionismo. Ci auguriamo che il senatore Matteo Salvini, che appena l’altro ieri, a Palazzo Giustiniani, faceva riferimento a questo importante documento e alla sua adozione, denunci l’inganno perpetrato e, come ha già annunciato, promuova, come Segretario della Lega, una mozione contro il BDS. Sarà quello un momento di verità.

 

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