L’antisemitismo e l’odio per Israele
dei giovani democratici del Pd

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  di Eduardo Palumbo –

Giovani Dem crescono, il futuro del Pd. Idee chiare, chiarissime. Appena dieci giorni fa i Giovani democratici di Bologna, quelli delle sardine, scrivevano un post a sostegno di Liliana Segre. “Non abbiamo dubbi su da che parte stare”. Schierati contro chi “odia, insulta e discrimina”. Bene, molto bene.

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Però i conti non tornano, al di là di strategiche ipocrisie e delle fatue commissioni d’odio, contano i fatti. Prendiamo Italo Pomes, componente dei giovani dem bolognesi (delega all’Università) fresco di elezione al Senato accademico dell’Alma Mater Studiorum.

In un suo post di qualche tempo fa si vede una cancellata con la stella di David, corredata da un sibillino “Sede ufficiale AS Roma m…”. Il messaggio, tradotto dal gergo del tifo calcistico, dovrebbe offendere i romanisti. Vi ricordate il caso della figurina di Anna Frank? I tifosi laziali ne attaccarono una all’Olimpico con la maglietta degli odiati cugini. Esplose un putiferio e la notizia fece il giro del mondo. Il post di Pomes è analogo, perché usa gli stessi stereotipi . Un caso?

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La donna secondo Pomer

Non si direbbe. Nel maggio del 2015 Pomes lanciava un meme con l’immagine del film “Il bambino con il pigiama a righe”, un Bic Mac e la scritta, in romanesco, “Passami pure il panino che gli do una scaldata al forno”. Quello crematorio.Sono giovani dem, quelli che sanno da che parte stare. E scremando l’ipocrisia è chiaro da che parte stanno.

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Pomes un caso isolato? Non direi. Ricordiamo bene l’appello della segreteria nazionale dei giovani dem all’indomani dell’arresto di Hassan Faraj il presidente dei giovani di Fatah (l’organizzazione politica e paramilitare palestinese presieduta da Abu Mazen).

“Arrestato dalle forze di occupazione israeliane all’ingresso della città di Betlemme mentre partecipava alle manifestazioni contro l’espansione israeliana degli insediamenti illegali e la continuazione delle violazioni dei diritti umani da parte israeliana. Chiediamo l’ immediato rilascio del compagno Hassan Faraj, del presidente della gioventù di Fatah e di tutti i prigionieri politici palestinesi nelle carceri israeliane.”

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Si , i giovani del Pd le idee le hanno chiare, chiarissime. Sentite che scrivevano ancora alla vigilia di un importantissimo passo per Israele.  “Riteniamo che quella di Trump di spostare l’ambasciata a Gerusalemme sia una provocazione che solo un governo irresponsabile come quello israeliano poteva accogliere con favore pur conoscendo l’ondata di proteste che questa scelta avrebbe portato. Restiamo convinti che l’unica via per la pace sia un ritorno agli accordi del ’67 passando per un serio controllo da parte delle autorità internazionali delle azioni messe in atto da Israele ai danni delle organizzazioni palestinesi: non può esserci pace là dove non c’è giustizia.”

E allora, c’è bisogno di aggiungere altro?. E il Pd che si va rifondando per l’ennesima volta l’avete mai sentito affrontare questo problema con i suoi giovani, con i dirigenti del domani?

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