L’auto Visiblezone
rende visibile l’invisibile

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La tecnologia militare sta per sbarcare sulle automobili. O meglio, si apprestano a entrare nella normalità alcune caratteristiche finora attribuite soltanto ai supereroi dei fumetti. L’azienda israeliana Visiblezone, nata pochi mesi fa a Gerusalemme su iniziativa dei tre fondatori Gabi Ofir, Shmulik Barel e Eliq Oster, quest’ultimo proveniente direttamente dal gruppo di ricerca operativa del ministero della Difesa, sta mettendo a punto una tecnologia che permette all’auto di vedere attraverso gli oggetti.

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In particolare, la Visiblezone mira ad evitare la collisione tra auto e pedoni grazie esclusivamente all’integrazione di un nuovo codice software sul veicolo e negli smartphone.

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Senza la necessità di componenti aggiuntivi, quindi, l’auto diventa capace di individuare un pedone che sta per attraversare la strada ancora prima che inizi a farlo e perfino se è coperto alla vista del conducente da un ostacolo, come un muro o un veicolo commerciale parcheggiato.

Rendere visibile l’invisibile, questa è la missione che la nuova tecnologia riesce già a compiere efficacemente nei test su strada a Gerusalemme. Il sistema è realizzato per poter operare in ogni situazione climatica e senza vincoli di luminosità, con un raggio d’azione di 180 metri più che sufficiente per poter frenare il veicolo fino all’arresto nella maggior parte delle situazioni.

indexL’unica condizione necessaria perché il pedone possa essere visto e monitorato dal sistema di bordo è che abbia con sé uno smartphone con installata l’applicazione Visiblezone.

La tecnologia si basa sullo scambio di segnali radio tra il telefono del pedone e l’auto in arrivo. Il segnale è emesso con la frequenza di 2,4 GHz, la stessa utilizzata dalla rete wi-fi.

L’app della Visiblezone non è ancora disponibile e il software non equipaggia ancora alcuna auto, al di fuori della piccola flotta sperimentale della società in Israele. Ma la Hyundai, attraverso la sua controllata Hyundai Cradle di Tel Aviv dedicata proprio all’individuazione di nuove start-up nelle quali investire, e altri grandi costruttori guardano alla soluzione con grande interesse e il tempo per l’arrivo a bordo potrebbe essere molto breve.

(Repubblica)

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