Le candidate senza volto

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di Raffaello Binelli –

Ci sono dei candidati cui non viene neanche riconosciuto il diritto di mostrare il proprio volto. Dai manifesti elettorali di alcune zone dell’Algeria, infatti, i partiti di ispirazione islamica hanno sbianchettato il viso delle proprie candidate.  Come riporta La Stampa a pochi giorni dalle elezioni (alle urne il 4 maggio) la condizione delle donne torna ad essere un tema centrale, con la netta contrapposizione tra i laici e i movimenti d’ispirazione islamica.

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Addirittura una candidata (del Fronte nazionale per la Giustizia sociale) si è presentata in tv non di persona, ma con un “avatar”, cioè un disegnino che la rappresentava. Quasi fosse un videogioco, ma stiamo parlando, invece, di elezioni vere e proprie.

Non è la prima volta che nei paesi islamici il volto delle donne viene oscurato in campagna elettorale. Era già accaduto in Egitto e a Gaza. Qui addirittura non era indicato neanche il nome delle candidate donne, ma solo l’indicazione “figlia di…”, “sorella di…”.

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In Algeria sono previste delle quote “rosa”: i partiti, infatti, hanno l’obbligo di presentare candidate donne tra il 20% e il 50% del totale. Nonostante le forti proteste, soprattutto da parte maschile, il meccanismo delle quote ha fatto eleggere, nel 2012, il 31% di donne nell’Assemblea nazionale.

Lunedi scorso le autorità elettorali algerine hanno definito queste pratiche di cancellazione dell’immagine delle candidate donne “pericolose e illegali, perché ogni cittadino ha il diritto di sapere per chi vota”. I partiti coinvolti hanno avuto 48 ore di tempo per cambiare i manifesti, pena la cancellazione delle liste. Vedremo come andrà a finire.

 (Il Giornale)

 

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