Le due vite di Yehuda Meshi-Zahav

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di Silvia Bublil Dadusc –

Yehuda Meshi-Zahav, classe 1959, è il fondatore e il presidente dell’organizzazione ZAKA ( זק״א) – Zihui Korbanot Asson – riconoscimento di vittime di disastri. Nato a Mea Shearim, il quartiere ultra-ortodosso di Gerusalemme, da una famiglia della corrente estremista Neturei Karta, che tra l’altro, non riconosce lo Stato d’Israele, in gioventù è stato un fervente attivista di questa corrente. Era l’editore del giornale della comunità haredit, scrisse alcuni libri sul conflitto tra haredim e le autorità israeliane e partecipava in prima persona a manifestazioni violente e spedizioni punitive contro chi rappresentava lo Stato.

 Yehuda Meshi Zahav

Yehuda Meshi Zahav

Nel corso degli anni, iniziò a cambiare i suoi punti di vista e capì che essendo tutti figli dello stesso popolo, solo l’unità porterà la salvezza.

Nel 1995, per iniziativa di Meshi-Zahav, la comunità haredit di Gerusalemme iniziò a collaborare sotto forma di volontariato, con la Polizia e la Protezione Civile nel riconoscimento e la ricomposizione di vittime di grandi disastri.

Nel settembre 2000, quando ebbe inizio la seconda intifada, con attentati esplosivi che si susseguivano giorno dopo giorno in tutto Israele, si sollevò il problema di dare degna sepoltura secondo le regole religiose ebraiche, ai cadaveri maciullati delle vittime.

Yehuda Meshi-Zahav e Tzipi Livni

Yehuda Meshi-Zahav e Tzipi Livni

Grazie a offerte generose che arrivarono da tutte le parti del mondo, l’organizzazione poté espandersi su tutto il territorio tanto da essere riconosciuta nel 2005 dall’ONU come organizzazione di soccorso internazionale.

Meshi-Zahav ,padre di 7 figli di cui uno che si è arruolato alla Brigata Golani, nel 2003, fu invitato ad accendere una delle 12 torce per il 55º compleanno di Israele, con il merito della fondazione di ZAKA e del suo operato per l’avvicinamento tra religiosi e laici.

Quella occasione, fu il culmine della sua metamorfosi, da membro attivista dei famigerati Neturey Karta, a fiero patriota israeliano.

Quando dichiarò con orgoglio, la formula “Le tif’eret Medinat Israel” – “Per la gloria dello Stato d’Israele“, tutti gli occhi del pubblico erano lucidi per l’emozione.

 (Progetto Dreyfus)

 

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