Le grandi bugie su Israele/ 3
Dall’apartheid al pericolo nucleare
Da “kauf nicht bei Juden” al Bds

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Lo strumento privilegiato dei detrattori di Israele è la propagazione di affermazioni assurde e prive di fondamento, nella speranza che diventino verità convenzionali. Passiamo ora ad alcune delle bugie più diffuse su Israele.

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Bugia Nr.4/ La potenza nucleare israeliana, non quella iraniana, è la principale minaccia per la pace e la stabilità

6a00d8Benché il governo non l’abbia mai ammesso si ritiene comunemente che Israele sia dotato di armi nucleari. Ma a differenza di Pakistan, India e Corea del Nord, Israele non ha mai condotto esperimenti nucleari. Nel 1973, quando la sua stessa sopravvivenza era in pericolo a causa dell’attacco a sorpresa egiziano-siriano nel giorno di Yom Kippur, molti ritennero che Israele avrebbe fatto uso di armi nucleari – ma Israele non lo fece. Contrariamente alla condanna in pubblico, molti leader arabi esprimono privatamente la soddisfazione per l’esistenza di un deterrente nucleare israeliano.

Mentre Israele non ha mai minacciato nessuno, i mullah di Teheran ogni giorno minacciano di “cancellare Israele dalle carte geografiche”. Gli Stati Uniti e l’Europa possono permettersi di aspettare cosa sarà delle ambizioni nucleari del regime iraniano. Ma Israele non può. Israele è in prima linea e ricorda sempre il prezzo pagato dal popolo ebraico per non aver preso in parola Hitler. Israele non intende sacrificare altri 6 milioni di ebrei sull’altare dell’indifferenza del mondo.
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Bugia Nr. 5/ Israele è uno stato di apartheid che merita il boicottaggio internazionale e sanzioni

Mazen-Abo-Hady-Offending-image-2-knife-violin-tglSulle due sponde dell’Atlantico gruppi religiosi, intellettuali e sindacati promuovono campagne di boicottaggio ingannevoli e spesso antisemite per demonizzare quello che loro chiamano lo stato ebraico dell’apartheid.
La verità è che a differenza dal Sud Africa dell’apartheid Israele è uno stato democratico. La sua minoranza araba è del 20% e gode di tutti i diritti e libertà religiose, politiche ed economiche derivanti dalla cittadinanza, ivi inclusa quella di eleggere deputati di sua scelta al parlamento d’Israele. Gli arabi israeliani e palestinesi possono accedere ai giudizi della Corte Suprema israeliana. A differenza di ciò nessun ebreo ha il diritto di possedere proprietà in Giordania, nessun cristiano od ebreo ha la possibilità di visitare i luoghi santi dell’Islam nell’Arabia Saudita. Tra l’altro, il 68,3 per cento degli arabi israeliani  preferisce vivere  in Israele rispetto a qualunque altro stato al mondo (compresa la mitica palestina, dobbiamo credere) e il 58% accetta le caratteristiche ebraiche dello stato (lingua, feste ecc.). Non male, non credete, come risultato della fantomatica apartheid?

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Se c’è un paese nel quale la discriminazione di genere è al minimo, quello è Israele, mentre non è il caso né nei territori “governati” dall’OLP, né in quelli di Hamas. Avrebbe potuto ricordare che i cristiani arabi soggetti all’Autorità palestinese e a Gaza stanno fuggendo in massa dai luoghi nei quali sono perseguitati, mentre la comunità cristiana è fiorente in Israele. Gli arabi israeliani sono cittadini a pieno titolo (a parte l’esenzione dal servizio militare), hanno diversi partiti (compresi quelli islamici) rappresentati alla Knesset , un giudice della Corte Suprema, il proprio sistema scolastico nella loro lingua, seconda lingua nazionale, presente in tutti i segnali, ecc.

Nota a proposito del tanto pubblicizzato boicottaggio: il grande storico Raul Hilberg ha spiegato che il boicottaggio economico contro gli ebrei nella Germania nazista è stato il primo passo verso la Shoah. Lo stesso grido “raus mit uns” (fuori con noi) ferisce ora lo Stato di Israele; è tornata la minaccia nazista “kauf nicht bei Juden…” (non comprate dagli ebrei).

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Bugia Nr.6/ Il progetto di costruire 1600 case a Gerusalemme Est prova che Israele sta “giudaizzando” la Città Santa.

israel.cartoon-560x332I nemici d’Israele sfruttano questo argomento. Gerusalemme è una città sacra a tre grandi religioni. La sua popolazione include una maggioranza ebraica e minoranze cristiane e musulmane. Dal 1967, per la prima volta nella sua storia, a Gerusalemme esiste una piena libertà religiosa per tutte le fedi. Enti religiosi musulmani e cristiani amministrano i loro luoghi santi. In realtà il WAQF è autorizzato a controllare il Monte del Tempio benché esso sia parte dei resti del Tempio di Salomone e sia sacro anche alla religione ebraica.
Nel frattempo l’amministrazione municipale di Gerusalemme deve far fronte alle necessità di una moderna città in espansione. L’infelice tempistica dell’annuncio, durante la visita del vice presidente americano Biden, della costruzione di 1600 nuovi appartamenti a Ramat Shlomo, non riguardava i quartieri arabi di Gerusalemme Est, bensì una zona della parte settentrionale della città da molto tempo abitata da una numerosa popolazione ebraica (250.000 persone). Si tratta di una zona alla quale Israele non rinuncerà mai.

(3.Continua)

(veromediorientealtervista)

 

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