Le nomine secondo Netanyahu

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di Sergio Della Pergola*

Nelle prossime settimane, o nei prossimi mesi, o a seconda delle circostanze anche nei prossimi anni, sarà bene seguire da vicino la trasformazione nello stile di governo del Primo Ministro israeliano Benyamin Netanyahu. In questi ultimi giorni il Premier ha detto che il Governo deve avere mano libera nelle nomine degli alti funzionari statali

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Sergio Della Pergola

 Nelle prossime settimane, o nei prossimi mesi, o a seconda delle circostanze anche nei prossimi anni, sarà bene seguire da vicino la trasformazione nello stile di governo del Primo Ministro israeliano Benyamin Netanyahu. In questi ultimi giorni il Premier ha detto che il Governo deve avere mano libera nelle nomine degli alti funzionari statali .

Oggi esistono criteri di competenza ben precisi, concorsi aperti ai candidati in grado di rispondere a tali esigenze, e commissioni di esame delle capacità e dei possibili conflitti di interessi dei diversi candidati.

Secondo la nuova proposta, le nomine dovrebbero essere fatte sulla base della prossimità e della fedeltà dei candidati nei confronti dei rispettivi ministri, e sulla fiducia reciproca fra politici e funzionari.

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La Casa Bianca

Netanyahu ha aggiunto che così si usa fare negli Stati Uniti. Ma ci sono molti problemi in questa nuova direttiva. Il primo è che Israele non è una repubblica presidenziale ma è una repubblica parlamentare.

Il sistema americano delle “spoglie” è basato sulla tradizione che una volta cambiato il presidente, tutti i funzionari in carica vanno a casa. In Israele, invece, come in Italia e in Inghilterra, esiste un apparato civile che almeno in teoria dovrebbe essere formato da servitori dello Stato dotati di competenze professionali e che assicurano una certa continuità e indipendenza nel caso di una transizione da un governo all’altro.

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Naftali Bennett

Sembrerebbe che Bibi desideri mantenere il regime di continuità e stabilizzazione nell’organico dello Stato, ma sostituendo i criteri di competenza con quelli della fedeltà.

Forse però l’idea è veramente quella di passare a un regime presidenziale seguendo l’esempio di ciò che sta facendo il Presidente Erdogan in Turchia. Il Ministro della Pubblica Istruzione, Naftali Bennett, ha invece diramato un programma secondo cui verrebbero introdotti dei controlli sui contenuti dell’insegnamento universitario. Vediamo se alla fine queste nuove proposte saranno approvate dalla Knesset e dalla Corte Suprema

(pagine ebraiche)

* Università Ebraica di Gerusalemme

 

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