Le querce nella foresta di Tsorà

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Alla cerimonia erano presenti il vicepresidente del Csm David Ermini, il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Giovanni Nistri, l’Ambasciatore d’Italia in Israele Gianluigi Benedetti, il vicepresidente del KKL Italia Onlus Daniel Hayon, il direttore esecutivo KKL Gerusalemme Ronnie Vinnikov, il Consigliere del Csm Piercamillo Davigo e il magistrato Stefano Amore

Si è svolta in Israele, nella foresta presidenziale KKL di Tsorà, nel bosco dedicato ai magistrati italiani assassinati dalle organizzazioni terroristiche e criminali, la cerimonia di piantagione di due querce in memoria dei caduti dell’Arma dei Carabinieri e di Antonino Giannola, Presidente del Tribunale di Nicosia, barbaramente ucciso il 26 gennaio 1960.

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Hayon, Ermini, Nistri, Benedetti e Vinnikov

Il KKL, che è l’ente ambientalista più antico al mondo, da 119 anni lavora per rendere Israele, desertica un secolo fa, più verde e oggi con oltre 250 milioni di alberi piantati, offre i risultati delle proprie ricerche nella cura del territorio a numerosi Paesi del Terzo Mondo e collabora con importanti istituzioni internazionali. “È per noi tutti un grande onore avere partecipato alla costruzione di questo ponte ideale fra Israele e l’Italia – ha dichiarato Daniel Hayon, Vicepresidente KKL Italia Onlus – Obiettivo principale di KKL, è la piantumazione di alberi in Israele, che nella tradizione ebraica simboleggiano la vita, quella vita che questi uomini hanno sacrificato per dare a noi, italiani e non, un futuro migliore.

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Con questa cerimonia – ha Gianluigi Benedetti, Ambasciatore d’Italia in Israele –  onoriamo la memoria di chi ha dato la vita in nome della giustizia, il principio morale che, come ci insegna l’ebraismo, rappresenta l’autentico fondamento della vita sociale e della coscienza di ciascuno di noi. Onoriamo inoltre coloro che, per il proprio impegno quotidiano e incondizionato a tutela della sicurezza dei cittadini, hanno pagato il prezzo più alto: nei loro confronti il senso di gratitudine della nostra comunità non potrà mai essere sufficiente.”

 

 

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