Lebenayau, e cambia la storia

Giare rinvenute ad Abel-Beth-Maacah

Le giare rinvenute ad Abel Beth Maacah

 Un’iscrizione in lingua ebraica appena scoperta, risalente alla seconda metà del IX secolo a.e.v o al più tardi all’inizio dell’VIII, potrebbe confermare che i confini dell’antico Regno d’Israele comprendevano aree su cui finora vari archeologi erano scettici, confermando invece il racconto biblico. L’iscrizione è stata scoperta nel sito di Abel Beth-Maacah dalle archeologhe Naama Yahalom-Mack e Nava Panitz-Cohen dell’Istituto di archeologia dell’Università di Gerusalemme.

Nava Panitz-Cohen

Nava Panitz-Cohen

La località di Abel Beth-Maacah è menzionata più volte nella Bibbia (come in in I Re 15:20 e in II Re 15:29) fra le città d’Israele conquistate da re Asa di Giuda e dal re di Assiria. Il sito venne identificato già nel XIX secolo e si trova molto vicino agli attuali confini con Libano e Siria, ma fino a otto anni fa non era stato scavato forse proprio per la sua delicata posizione.

Naama_Yahalom-Mack

Naama_Yahalom-Mack

Gli archeologi sottolineano che anche 3.000 anni fa la città sorgeva al crocevia tra diverse entità politiche, vale a dire il Regno d’Israele, il regno arameo e i fenici, che non erano parte di uno stato unico ma di diverse città indipendenti lungo.

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Finora nessun reperto trovato a Abel Beth-Maacah permetteva di ricostruire l’appartenenza politica della città nell’età del ferro, cioè in pratica a chi pagavano le tesse gli abitanti.

Ora su un frammento di giara è stata individuata la scritta in ebraico lebenayau, cioè “appartenente a Benayau”.  Solo un indizio, ma che apre nuove prospettive di ricerca

(Israelenet)

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