Lettere a It/ Mettiamo il cuore
nelle nostre battaglie

italiaisraele_300x600di Miriam Jaskierowicz Arman –

Sono stata a Roma in occasione del XXVIImo Congresso della Federazione Italia Israele grazie anche all’invito del presidente Maurizio Borra.

che ringrazio moltissimo. Vedendo i partecipanti, ascoltando le parole e gli interventi  delle persone che sono intervenute, è stato per me un grande privilegio, molto apprezzato. Condividere con un gruppo di persone, la maggioranza dei quali non ebrei, un amore cosi grande per la mia patria – Israele – e stata una rivelazione inaspettata, anche perché non mi immaginavo che la maggioranza degli delegati delle Associazioni della Federazione, fossero dei non ebrei.

Il discorso del non ebreo retto, giusto e virtuoso nei confronti dell’ebreo è di per sé un grande capitolo del quale si potrebbe parlare molto e a lungo; vedendo l’amore e la serietà, il vostro feeling totale e profondo per lo Stato di Israele, sono rimasta intensamente colpita.

Sarebbe facile dirvi grazie, ma voglio farlo lo stesso. Grazie. Grazie a voi tutti dal fondo della mia anima: “todà” per il lavoro che svolgete, per tutto ciò che voi donate alla mia Patria, per il supporto morale e concreto, fatto di azioni, a un popolo che ha tanto bisogni i veri Amici.

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Miriam Jaskierowicz Arman

Oggi, domani e per sempre. Grazie. Non sono  una “politica”. Sono una ebrea che guarda al fondo dell’umanità. Ed e proprio in nome di questa umanità che ho voluto indirizzare i miei commenti. Avrei voluto esprimervi con un intervento questi sentimenti, ma forse non era il momento. E allora mi limiterò a qualche breve osservazione con lettera (che idealmente oltre al presidente vorrei anche condividere con Giuseppe Crimaldi e Luigi Diamanti, e con tutto il vostro direttivo e le associazioni Italia-Israele italiane).

miriam1Israele e una entità politica, ma anche una realtà umana e profondamente ebrea. Un discorso politico va bene, è necessario e importante farlo guardando quello che accade intorno a noi ogni giorno. Stiamo vivendo un periodo storico diverso dagli altri eppure anche molto simile agli altri. Mi venga consentita, tuttavia, una critica. In tutto ciò che ho avuto modo si vedere e ascoltare a Roma mancava l’emozione, il cuore, l’amore e la necessità che animano la passione della vita e dell’esistenza stessa di Israele.

Il mio non è soltanto un discorso religioso-politico-storico tutto interno alla nostra nazione. No. Il mio ragionamento credo sia quello che converge con la grande necessità che deve avere anche ogni cristiano che condivide questa Terra Santa anche per se stesso.

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La base dello Stato, dalla sua creazione, la visione del Sionismo nacque per una necessità di un popolo di tornare alle proprie radici. Il diritto ad avere una Patria, un luogo identitario; il diritto di poter proteggere i propri figli, i propri diritti: in una parola, il diritto alla vita e all’educazione delle future generazioni.La “seconda generazione” è quella che ha potuto godere della presenza dei genitori perseguitati dai nazisti, dai pogrom; ecco, la seconda generazione che ha avuto il privilegio di vedere i propri genitori sopravvissuti, i genitori che hanno combattuto per la loro stessa vita. Personalmente se oggi posso sperare in un futuro migliore è anche perché mi sento fiera di chi sono, come ebrea e come essere umano. Fiera e orgogliosa di non avere più paura che qualcuno possa venirmi a portar via dalla mia casa, dalla mia famiglia e dal mio bene.

Presidente Borra, c’è ancora tantissimo da fare e da costruire. Il cammino è ancora lungo. Bisogna insegnare e far capire a quelli che magari non sanno il perché, quelli che non sono ancora stati educati o non hanno mai parlato con un ebreo di seconda generazione per potersi fare un’idea di che cosa stiamo veramente parlando; bisogna spiegare per che cosa stiamo lottando oggi –  a soli 70 anni dopo la fine del olocausto e a 5777 anni della nostra storia.

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Il Premio Virdimura

Per me questo discorso resta una cosa fondamentale.  Conoscenza, educazione, condivisione, umanità e – sì -, anche religione: la vostra e la mia che si incrociano nella Terra Santa di Israele.

Sono sicura che ha guardato il mio lavoro, e i miei libri: Il discorso della Voce – La Voce della Pace, per i quali ho ricevuto il  Premio Internazionale Virdimura dall’Università di Catania. In Italia condivido un lavoro appassionante e significativo, essendo attivamente impegnata in lezioni e seminari sulla voce, sul bel canto. da oggi mi sento in prima linea con voi anche nella Federazione Italia-Israele.

 

 

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